Vanni Scheiwiller editore europeo - Abstract

Il «Dante» di Ezra Pound secondo Vanni Scheiwiller di Corrado Bologna

Vanni Scheiwiller editore europeo
(Perugia, aprile – giugno 2010)

Dagli archivi sboccia, inatteso, un grande libro mancato, sepolto nell’oblio del potenziale, dell’inespresso: si propone con la forza dei progetti incompiuti, e invita a ripensare come la sua realizzazione avrebbe potuto incidere sui tempi e sulle idee, offrendosi come testimone di una storia della cultura parallela, alternativa, càrsica.

Quel libro potenziale, fatto ora riemergere dal silenzio con il ritrovamento delle bozze corrette e pronte per la stampa, si intitola Il «Dante» di Ezra Pound. Lo progettò nel 1965 Vanni Scheiwiller, in occasione dell’ottantesimo compleanno del grande poeta americano, con cui era entrato in contatto epistolare più di dieci anni prima, durante la sua lunga, dolorosa prigionia per collaborazionismo con i fascisti.

Le bozze, legate con un fitto intreccio a documenti epistolari e d’altro genere, si lasciano ormai comprendere nella loro natura e consistenza di forma-libro. Scheiwiller ritrovò e raccolse tutti gli scritti poundiani su Cavalcanti e Dante, invitando al convito prezioso anche uno dei primi e più acuti interpreti dei Cantos, Luciano Anceschi, il cui saggio, inserito alla fine del volume, apre una prospettiva molto originale per una vicenda storico-culturale ancora poco studiata, che si potrebbe sintetizzare come Il «Pound» dei Novissimi.

Tracce di un adattamento del progetto incompiuto sono datate al 1973; nel 1981 il preventivo di un tipografo garantisce il permanere della volontà editoriale di Scheiwiller, ribadita da altre tracce fino al 1995-98, un passo prima della fine: ad esempio l’ipotesi di affidare una prefazione a Maria Corti, che fra 1981 e ’83 pubblicò Dante a un nuovo crocevia e La felicità mentale. Nuove prospettive per Cavalcanti e Dante: ricerche di alta filologia con aperture molto originali sui paradigmi culturali profondi dei due poeti che Pound aveva per primo studiato come maestri di un viaggio iniziatici fra «stati della mente».

Pubblicare oggi, quasi mezzo secolo più tardi, Il «Dante» di Ezra Pound secondo Vanni Scheiwiller, significa adempiere un impegno interrotto e realizzare un’utopia coraggiosa, restituendo al senso e alla leggibilità, dunque all’interpretazione e alla storia, una grande avventura finora nascosta della civiltà poetica del Novecento.

 

 

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