Vanni Scheiwiller editore europeo - Abstract

Vanni Scheiwiller e Alfredo Schiaffini di Silvia De Laude

Abstract delle conferenze

Vanni Scheiwiller editore europeo
(Perugia, aprile – giugno 2010)

Fra gli interlocutori ‘accademici’ di Vanni Scheiwiller, Alfredo Schiaffini ha avuto un posto importante. La conoscenza fra l’editore e il professore ligure trapiantato a Roma risale agli anni Cinquanta, ma i rapporti si stringono nel 1960: l’anniversario dei ‘mille anni della lingua italiana’, in base alla data della formula testimoniale capuana (marzo 960). Risulta dal carteggio fra i due conservato nei fondi Scheiwiller e Schiaffini del centro Apice di Milano (fra il quasi duecento lettere, fra il 1960 e il 1970) che il mediatore dell’avvicinamento era stato Mario Costanzo. Suo il suggerimento a Scheiwiller di celebrare in qualche modo «il millenario della lingua italiana», chiedendo consiglio a uno studioso che aveva non pochi interessi anche nel campo della letteratura contemporanea.

Scheiwiller, poi, era andato più in là, e aveva commissionato «qualche pagina» allo stesso Schiaffini: le pagine che sarebbero diventate I mille anni della lingua italiana, uscito All’insegna del pesce d’oro nel marzo del 1961, con una dedica a Raffaele Mattioli («A Raffaele Mattioli, un frustolo, intanto A. S.»), come primo volume della ‘Collana critica’, e ristampato in una «seconda edizione riveduta» già nel marzo del 1962. Schiaffini, che di solito aveva tempi di lavoro lunghi (era perfezionista, limava e rilimava le sue pagine: molti dei progetti non era riuscito a realizzarli proprio per eccesso di scrupoli), doveva essersi subito appassionato all’idea del libro, confezionato abbastanza in fretta, con leggerezza felice.

La ‘Collana critica’ all’inizio non aveva un direttore. I Mille anni erano usciti con un numero d’ordine (Collana critica / n. 1), ma come volume celebrativo, non ancora inserito in un piano organico di titoli futuri. Già nel 1962 però la stima affettuosa nata durante la lavorazione del libretto ‘millenario’, unita all’imprevisto successo di un’operazione celebrativa così insolita, in minore, fanno nascere l’idea di promuovere Schiaffini a direttore della Collana che aveva aperto con i suoi scritti di storia della lingua. Sempre nel 1962, Schiaffini riappare nel catalogo Scheiwiller come autore, quando ai Mille anni della lingua italiana è dato un pendant a più mani con i Cento anni della lingua italiana (1861-1962), firmato dal professore insieme a Giacomo Devoto e Bruno Migliorini. (Il capitolo di Schiaffini è sullo ‘sliricarsi’ della poesia italiana: tema si sa quanto in sintonia con i gusti del suo «neoeditore».)

Il carteggio dà conto anche di libri rimasti solo progetti: un libretto di Montale su Svevo, un Solmi su Montale, un Rebora su Leopardi, un Contini sulla letteratura contemporanea, qualcosa dello stimatissimo Segre, un Erba, un Dionisotti e altri ancora, di cui il professore e l’editore discutono con complicità e passione. Frequente il ricordo dei protetti, amatissimi, Camillo Sbarbaro e Biagio Marin. Scheiwiller, risulta dalle lettere, coltivava con la stessa cura la collezione dei suoi ‘libri-farfalle’ e la cerchia delle amicizie e degli affetti.

Abstract

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