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Vincent Meurisse, Le Hasard de la programmation [I rischi della programmazione], Bruxelles, Première Ligne, 2010

Gli anni ’80 sono gli indiscussi protagonisti di questo romanzo. Ambientato in una indistinta città – verosimilmente francese o belga, ma che potrebbe essere ugualmente bene una qualunque provincia italiana – narra giorno per giorno un pezzo della vita di otto amici. Il filo rosso che lega la loro amicizia è rappresentato proprio dagli anni 80, quando si sono incontrati, giovani studenti universitari. Da allora, il loro strettissimo rapporto non si è più interrotto, diventando la cosa più importante della loro vita: un’amicizia salda e duratura sulla quale sanno sempre di poter contare e che non li ha mai traditi.
Il personaggio attorno a cui ruota la narrazione è Philippe: degli otto amici è quello che più è rimasto legato, anzi letteralmente prigioniero, a un particolare momento: il 1986. Ascolta solo musica anni ottanta; veste ancora solo anni ottanta; vede e rivede i telefilm e i cartoni animati degli anni ottanta; addirittura pensa e sogna anni ottanta. In breve, continua a vivere in quel passato, facendone però l’elemento del suo successo: fa il dj presso una radio e diventa famoso proprio continuando a trasmettere e a commentare i successi che hanno segnato i suoi anni universitari, con indici di ascolto altissimi e l’aprirsi di prospettive che si concretizzeranno a mano a mano che la storia si sviluppa.
Muriel, pratica e moderna donna di successo, di tutto il gruppo è quella più strettamente legata all’amicizia con Philippe: pur avendo fama di mangia uomini, per il suo amico è sempre presente. Dirige una casa di moda, ottenendo ottimi risultati, ma il suo lavoro viene sempre dopo i suoi amici. Muriel e Philippe sono gli ultimi due “single” del gruppo. Hanno invece scelto di condividere, oltre all’amicizia, anche l’intera loro vita Mathieu il filosofo e la spigliata Solange; Jérôme il pragmatico e l’ambiziosa Isabelle; l’anarchico e contraddittorio Simon e la saggia Caroline. Tutti, però, indistintamente, saranno chiamati ad affrontare i propri demoni personali durante lo svolgersi del romanzo.
Opera prima di Vincent Meurisse, costruita come un romanzo corale che si fa leggere tutto d’un fiato, la storia è una commedia dolce amara, dal tono sempre leggero e mai serioso, che affronta, in maniera leggera e appassionata difficili temi contemporanei quali l’identità dell’adulto e il suo rifiuto di crescere, la difficoltà di avere un figlio, i rapporti coniugali, l’ambizione, il difficile mondo della perdita del lavoro nella società contemporanea in crisi, e naturalmente l’amore, nelle sue varie e innumerevoli sfaccettature. In altre parole, il quotidiano di ognuno di noi. Leggendo il libro, si ha infatti l’impressione di essere uno dei protagonisti, l’amico in più di quel gruppo di inseparabili.
Un’apologia dell’amicizia costruita in maniera divertente e originale.

Lingua originale: Francese
Sito: www.lehasarddelaprogrammation.com
Attilio Castellucci: castellucci.attilio@gmail.com

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L'autore

Attilio Castellucci
Attilio Castellucci
Attilio Castellucci lavora come tecnologo all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dove si occupa di comunicazione e realizza documentari; in passato ha esercitato anche con la qualifica di direttore di biblioteca. Per svagarsi, insegna alla Sapienza, Università di Roma, dove impartisce Lingua e Letteratura Galega ma, all'occorrenza, anche Filologia Romanza e Lingua Spagnola; materia, quest'ultima, che ha insegnato anche presso l'Università degli studi della Basilicata. Quando può, si dedica alla traduzione, con un discreto numero di titoli tradotti al suo attivo, soprattutto dal galego e dallo spagnolo, ma senza disdegnare altre lingue. È responsabile dell'accordo tra la Xunta de Galicia e la Sapienza, Università di Roma.