In primo piano · Interventi

«Solo gli uomini vivono; intorno a loro regna il silenzio». Bresson e il nichilismo de La mite, di Luigi Cimmino

Considerato il racconto più intenso e problematico di Dostoevskij, “La mite” ha fatto e continua a far scrivere senza posa di sé. Meno noto, o quantomeno per lo più consegnato alla storia del cinema, è il film che ne trasse Robert Bresson. Regista sperimentale e “difficile”, venerato dai cinefili e mal tollerato dal grande pubblico, in Così bella, così dolce (1969), Bresson tenta una lettura del racconto che è tanto minimale nello stile quanto profonda e labirintica nella sostanza, dimostrando come la settima arte possa leggere alio modo, senza stravolgerne il significato, un capolavoro della letteratura planetaria.

Dostoevskij-Bresson

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