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Contourner le vide : écriture et judéité(s) après la Shoah

Jabès, Cohen, Doubrovsky, Perec, Modiano, Grumberg, Cixous, Weitzmann, Levi, Bassani: questo volume si propone di esplorare alcune delle voci più significative dell’identità ebraica che hanno preso la parola nel vuoto di senso e di testimonianza lasciato dalla Shoah. Gli specialisti di scritture ebraiche che hanno contribuito a questa raccolta di saggi hanno tentato di rivelare, senza tradire, le sfaccettature nascoste di un’identità che si nutre d’assenza e che per questo è continuamente ricreata, deformata, trasformata, al crocevia della storia (familiare e collettiva) e di una rinnovata volontà di trasmissione. “Contourner le vide” significa dunque tentare di esplorare e dare forma ad un’identità problematica che sfugge ad ogni definizione univoca, ma anche eluderla volutamente, percependo, nell’essenza stessa dei contorni che le si vorrebbero attribuire, dei con fini pericolosi.

Questo libro rappresenta il coronamento di una serie di riflessioni maturate durante le sessioni del Seminario Dottorale “L’Alphabet de la Shoah”. Memoria e narrazione, iniziato nel 2014 e organizzato sotto la direzione di Rosanna Gorris Camos, Professore di Letteratura francese all’Università di Verona.

Introduzione

Contourner le vide : écriture et judéité(s) après la Shoah, a cura di Francesca Dainese ed Elena Quaglia, Firenze, Casa editrice Giuntina, 2020.