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Vera Lúcia de Oliveira intervista Andrea Zanzotto

È un rapporto molto ambiguo, perché io sono nato in questo paesello prealpino veneto, sono sempre vissuto qui, mi sono spostato poco e sempre meno volentieri, con il passare degli anni. Questo fondo di angolo nascosto mi dava la possibilità di restare in una specie di rifugio "dalla storia". Era un rifugio non certo del tutto sotterraneo, ma formato di cunicoli che potevano condurre all'aperto o al chiuso a seconda delle esigenze di riparo, entro la mobilità onirica di quel caos che tutti abbiamo in noi.

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Vera Lucia de Oliveira intervista Antonella Anedda

Non sono in grado di tracciare un panorama o una mappa: il Novecento italiano è una terra sterminata, mi sembra però che sia fra i coetanei che fra i più giovani ci siano molte brave poetesse e molti bravi poeti. L'elenco sarebbe lungo, ma comprenderebbe orientamenti diversi senza recinti di scuole. M'interessa moltissimo la poesia dialettale, la leggo come leggerei una poesia straniera, ma forse essendo di origini sardo-corse leggo anche gli italiani così.