poetare nelle varie lingue d'Italia

Carlo Pulsoni intervista Franco Vitelli e Francesco Bruni

Quando Palumbo seppe dell'intenzione di pubblicare le sue poesie, le recitò tutte, anche se era malato, mentre il figlio Giuseppe le registrava. Si può accompagnare così la scrittura dialettale con la viva voce dell'autore, che numerose testimonianze descrivono come uomo colto e gentile, ed efficacissimo nel recitare in un gruppo di amici questo o quel testo.

poetare nelle varie lingue d'Italia

Costanza Lindi intervista Anna Maria Farabbi

Il dialetto per me non nasce da una scelta, sorge per necessità. Mi viene addosso. Non mi spinge a avvicinarmi a un certo lettore. Mi detta un abbassamento del canto a una fisicità terragna. Impegna me in un gesto sacrale, sì sempre, così come il canto in lingua del resto. Il paesaggio che io canto mi ritrae sì. I miei testi dialettali, tuttavia, non sono mai descrittivi, non narrano l'orografia, la fisiognomica del paesaggio.

poetare nelle varie lingue d'Italia

Eugenio Barzagli intervista Edoardo Zuccato

La metafora dello scavo è appropriata al mio lavoro poetico. Si "scava" nella lingua (anzi nelle lingue, fra lombardo, italiano e inglese) per scavare nella mente individuale, in quella collettiva (cioè la storia) e nella natura. Si parte sempre dall'esperienza: il dialetto è una parte di come ho vissuto io il mondo e per restituirne il senso, a me stesso e agli altri, frugo anche lì dentro. Il gioco linguistico fine a se stesso, di avanguardistica memoria, mi interessa poco.