avvenimenti · In primo piano

Lamberto Pignotti, Infinito in scatola

Tratto da Odissea, la sua prima raccolta poetica ciclostilata in un centinaio di copie nel 1954, il titolo della mostra è viatico di un percorso che vuole raccontare l’itinerario creativo e riflessivo di un intellettuale totale che, dall’avamposto privilegiato del pensiero poetico, ha costruito e articolato un discorso nuovo sull’arte poetica, intesa sin dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso come visione interdisciplinare e interartistica che non vuole assorbire passivamente le aggressioni dei «potenti mezzi di diffusione», ma inserirsi laboriosamente nei processi di stimolazione dei cervelli, nell’organizzazione di una cultura di massa che non sia cultura del controllo totale quanto piuttosto spazio di dibattito democratico.

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Astrazione povera

Costruita ed articolata come una riflessione proteiforme sull’Astrazione Povera di cui segue l’itinerario e ne traccia la cartografia, l’esposizione propone, assieme alle opere di Gianni Asdrubali, Antonio Capaccio, Annibel-Cunoldi, Mimmo Grillo, Bruno Querci, Mariano Rossano, Lucia Romualdi, Rocco Salvia, l’assunto teorico proposto con misurato esprit de géométrie da Filiberto Menna.

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Elay Li a Milano

Ho studiato a Baku, nello stato dell'Azerbaijan, fino al 2012 e purtroppo trovavo enormi difficoltà nel presentare al pubblico i miei lavori. Erano  dipinti realizzati con uno stile artistico denominato ''monocromo figurativo''. Le gallerie criticavano spesso il mio modo di dipingere, sostenevano che i miei lavori non erano ''completi''. Per loro i miei dipinti dovevano essere necessariamente più realisti. Questo mi ha dato la molla per cercare un' ambiente nel quale potessi esprimere più liberamente la mia sensibilità artistica e valorizzare il mio talento.

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Annarita Scivittaro, DIABLERIES

Screpolando la vernice della realtà e facendo evaporare dal quotidiano tutti i fumi della noia, Annarita Scivittaro propone da sempre ambienti paralleli, freschissime vie di fuga che portano a un mondo magico, popolato di diableries, di forme e figure dalle tinte spiritose e amabilmente horror, di donne che amano troppo, di freaks, di esseri neoantichi e postumani la cui diversità è radicata nelle mille meraviglie che offre l’ordinario.