avvenimenti

Colori di vetro, di acqua e di fuoco: le porcellane dipinte di Fujimoto Yoshimichi in mostra al Tomo Musée di Tokyo, di Lorenzo Amato

Non è un caso che questa rassegna monografica su Fujimoto Yoshimichi (Nōdō, 1919-1992), del quale si celebra quest'anno il primo centenario dalla nascita, sia ospitata nel Museo Tomo: molte opere in mostra vengono infatti dalla collezione della fondatrice Kikuchi Tomo (1923-2016), collezionista di ceramica giapponese e amica personale di Fujimoto, da lei sostenuto soprattutto durante gli ultimi anni di vita, quando, ormai malato, creò le serie di porcellane decorate più importanti della sua produzione.

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Lello Lopez, Home Sweet Home

Inteso come terreno fenomenico, veicolo espressivo carico di tracce, superficie densa di significati, di possibilità e di eventualità, ma anche come suolo in cui risiede il pensiero, lo spazio diviene ora protagonista di una indagine radicale che lo trasforma, lo modella secondo un criterio espositivo che attira il pubblico per farlo cadere in una intelaiatura estetica entro la quale il tempo sembra regredire, ripiegarsi su se stesso, tornare agli anni Sessanta e Settanta del Novecento.

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Hisako Mori | Giovanni Xie 間 attraverso il tempo e lo spazio

In direzione opposta all’appiattimento mondializzato delle culture e a un’esterofilia superficiale che saccheggia il calderone della cultura orientale e ne svuota i contenuti, la doppia personale di Hisako Mori e Giovanni Xie 間 . Attraverso il tempo e lo spazio vuole dare voce alle ricerche di due artisti, nati e cresciuti rispettivamente in Giappone e in Cina, che hanno scelto l’Italia come propria patria adottiva.

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Tomaso Binga | Maurizio Mochetti, HYPÓGHEIOS

Partendo da questo luogo caratteristico della città di Matera, la doppia personale di Tomaso Binga e Maurizio Mochetti è riflessione su una cavita di interesse culturale e socio-antropologica che diventa per l’occasione spazio in cui l’arte modifica temporaneamente la percezione dello spettatore e lo invita a un viaggio, a un tragitto, a un cammino in cui l’opera si fa tutt’uno con l’architettura.