avvenimenti · In primo piano

Vettor Pisani, Intrepido psiconauta

Vettor Pisani nasce a Bari nel 1935, anche se ha sempre giocato sulla propria origine per creare una sorta di biografia ad arte – «figlio di un ufficiale della Marina e di una ballerina dello strip-tease nasce a Napoli nel 1934» si legge in una presentazione del 1985, «architetto e muratore, Rosacroce: diciottesimo grado dello scozzesismo è nato nell’Isola d’Ischia», fa scrivere in un catalogo del 1991 realizzato in occasione della mostra Trenta anni di avanguardie romane.

avvenimenti · In primo piano

Tian Li opere 2003-2018

Per la sua prima personale in Italia, Tian Li (Beijing, 1967) propone un progetto antologico con opere che vanno dal 2003 al 2018 in cui il tempo sembra fermarsi e la tradizione orientale si coniuga a quella della pittura occidentale per dar vita a piacevoli racconti, a atmosfere evanescenti, a composizioni in cui la figura umana tace per lasciare il posto a oggetti e cose semplici della vita quotidiana.

In primo piano · Libro d’artista

L’antico dei Blockbücher e l’ardore del futuro nei libri d’artista di Raffaello Margheri, di Maria Gioia Tavoni

Ciò che si coglie dapprima dai libri di Margheri, è il ricorso alle sapienze antiche fuse con i moderni accorgimenti e, nel contempo, una fantasia quasi infantile, per nulla turbata dallo sconcerto del presente, né da fantasmi che tribolano nell’animo d’artista, ma proiettata a guardare sempre avanti.

avvenimenti · In primo piano

Lamberto Pignotti, Infinito in scatola

Tratto da Odissea, la sua prima raccolta poetica ciclostilata in un centinaio di copie nel 1954, il titolo della mostra è viatico di un percorso che vuole raccontare l’itinerario creativo e riflessivo di un intellettuale totale che, dall’avamposto privilegiato del pensiero poetico, ha costruito e articolato un discorso nuovo sull’arte poetica, intesa sin dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso come visione interdisciplinare e interartistica che non vuole assorbire passivamente le aggressioni dei «potenti mezzi di diffusione», ma inserirsi laboriosamente nei processi di stimolazione dei cervelli, nell’organizzazione di una cultura di massa che non sia cultura del controllo totale quanto piuttosto spazio di dibattito democratico.