Fernando Morais, Coracoes sujos [Cuori sudici], Companhia das Letras, S. Paulo, 2000

Con la resa del Giappone alle forze alleate, nell'agosto del 1945, si concludeva la Seconda guerra mondiale. Dall'altro lato del pianeta, a S. Paulo, nasceva un'organizzazione segreta giapponese, la Shindo Renmei, o Lega del Cammino dei Sudditi. Per i suoi seguaci, la notizia della disfatta era un inganno, una trovata propagandistica degli Alleati per piegare l'orgoglio dei giapponesi in tutto il mondo. Come accettare la notizia della sconfitta, se in 2600 anni l'invincibile Giappone non aveva mai perduto una guerra? In pochi mesi la colonia nipponica in Brasile, composta da pi¨ di 200 mila emigrati e quindi la pi¨ numerosa fuori dai confini nazionali, sarÓ irrimediabilmente divisa: da una parte i ?trionfalisti? della Shindo Renmei, appoggiati dall'80% della comunitÓ, dall'altra i makegumi, o ?disfattisti?, chiamati ?coraš§es sujos" ("cuori sporchi"). Shindo Renmei organizza una vera e propria azione di pulizia ideologica nella colonia. Le azioni variano dall'immettere in circolazione materiale giornalistico e fotografico contraffatto in un tentativo, riuscito, di manipolazione collettiva, fino al dichiarare una vera e propria guerra a chi Ŕ colpevole solamente di credere alla realtÓ dei fatti. Dal gennaio 1946 al febbraio 1947, battaglioni di tokkotai, i volontari dell'organizzazione nazionalista, percorrono lo stato di S. Paolo, realizzando attentati che portano alla morte di 23 persone e al ferimento di altre 150. In un anno, pi¨ di trentamila sospettati delle azioni terroristiche vengono incarcerati e circa quattrocento condannati a pene variabili da uno a trenta anni di prigione. Per sgominare definitivamente l'associazione, il presidente della repubblica decreta la deportazione in Giappone di ottanta tra dirigenti della Lega ed esecutori materiali dei delitti. La vicenda, ai limiti dell'incredibile, si inserisce in un particolare quadro migratorio, caratterizzato da una parte da un notevole isolamento della colonia nipponica (composta per lo pi¨ da lavoratori poveri, che non parlavano portoghese e il cui desiderio era quello di tornare al pi¨ presto in Giappone) e dall'altro da una politica assimilazionista ad oltranza, portata avanti fin dagli anni '30 dal presidente Get˙lio Vargas, che proibiva l'insegnamento delle lingue dei paesi d'origine degli emigranti, politica rinforzata dalla posizione assunta dal Brasile nel conflitto mondiale contro i paesi dell'Asse (Germania, Italia e Giappone) che avevano appunto le colonie pi¨ numerose. Sullo sfondo alle azioni apparentemente irragionevoli della Shindo Renmei, lo shock di due culture lontane e difficilmente conciliabili e la contraddittoria politica brasiliana sull'immigrazione (ampi stralci del dibattito politico dei Costituenti sono riportati nel libro) oscillante tra il bisogno di manodopera in un'economia in espansione e radicati pregiudizi razzisti contro i neri e gli asiatici. Il resoconto giornalistico dei fatti, nel tentativo di tenere un giusto equilibrio e di non indurre il lettore a formulare giudizi troppo semplicistici, fa ricorso a documenti d'epoca (articoli di giornale, deposizioni degli inquisiti, stralci del dibattito parlamentare) che concorrono all'inquadramento delle circostanze storiche in cui il caso ?Shindo Renmei? si produsse. Una suggestiva documentazione fotografica accompagna il testo. Fernando Morais (Mariana, 1946), prima di dedicarsi esclusivamente alla scrittura, Ŕ stato un famoso giornalista brasiliano, oltre ad aver ricoperto, dal 1988 al 1993, incarichi politici importanti nei ministeri della Cultura e dell'Istruzione. Tra i suoi libri, Olga (1985; tradotto in italiano per Il Saggiatore nel 2005), Chat˘, o Rei do Brasil (1994), Na Toca dos Le§es (2004) e Montenegro (2006). Morais Ŕ inoltre l'autore dell'unica biografia autorizzata di Paulo Coelho, O Mago, annunciata per il 2010 in traduzione italiana da Bompiani. Coraccedil;otilde;es sujos (2000) ha vinto il PrÚmio Jabuti come Libro dell'Anno nel 2001. Quest'anno ne verrÓ tratto un film per la regia di Vicente Amorim.

 

Lingua originale:Portoghese
Sito casa editrice: www.companhiadasletras.com.br/
Vincenzo Barca: vincenzo.barca@fastwebnet.it