Petra Hulová, Pamet’ mojí babicce [Le memorie di mia nonna], Praha, Torst, 2002

Sin dalle prime pagine, l’opera ha la facoltŕ di condurre il lettore in terre lontane, sogno di molta della letteratura del passato. Nel caso di questo romanzo, tuttavia, il merito non č da attribuire all’esaltazione della dimensione esotica, cui subito si č portati a pensare, bensě ad una narrazione condotta con rigore etnografico. La Hulová, nel 2002 giovanissima studentessa di mongolistica, dopo due anni trascorsi in Mongolia, ci narra la storia di una famiglia originaria di quei luoghi e i destini intrecciati di cinque donne le cui vite investono diverse generazioni. L’interesse di questo romanzo sta soprattutto nella maestria dell’autrice nel calare il lettore nell’atmosfera autentica del paese con il ricorso a lingue locali e nel suo talento narrativo che importa in Occidente la forza della cultura e delle tradizioni mongole.

 

Lingua originale:Ceco
Sito casa editrice: http://www.torst.cz/
Leontyna Bratankova: leontyna.b@gmail.com