Tatjana Gromača, Crnac, Zagreb, Durieux, 2004

Il sottotitolo definisce l’opera “un romanzo in frammenti”. Si tratta di 138 brani di prosa che funzionano come un album di fotografie, nel quale vengono catturati vari episodi, intrecciati nella trama senza un ordine cronologico, letti come fossero racconti brevi, poesia in prosa, oppure bagliori di ricordi infantili dell’io narrante femminile, da sempre cosciente della propria diversità e sempre più sicura di doverla tenere nascosta anche all’età adulta. Il romanzo, attraverso la storia della piccola protagonista, diventa la cronaca di una società, nella quale il rinnegare l’identità, ossia l’appartenenza ad una minoranza etnica “sbagliata”, diviene l’unico modo per salvaguardare il proprio quieto vivere. Di fatti, sul diverso si gioca sin dal titolo: Crnac è il nome del piccolo paese situato a sud-est della capitale croata, il luogo d’azione del romanzo, ma il nome svela anche “l’altro” per antonomasia: il nero, l’uomo di colore, il diverso. Crnac è il primo romanzo della conclamata poetessa e giornalista perspicace Tatjana Gromača (1971), già messo in scena dal Teatro nazionale di Fiume (2009).

 

Lingua originale:Croato
Sito casa editrice: http://www.durieux.hr
Neira Merčep: neira.mercep@unipd.it