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Radka Denemarková, Kobold, Brno, Host, 2011

 

Kobold è un termine tedesco che designa un orco, un mostro umano. Già il titolo del romanzo introduce spietatamente alla tematica della violenza, lo spregevole comportamento che domina le pagine di questa prosa. Come se non bastasse, la Denemarková affronta il lato più deplorevole, quello della violenza domestica sulle donne e sui bambini, il tema tabu di tutte le generazioni. Il sottotitolo del romanzo potrebbe essere “il totalitarismo familiare”, infatti una dei protagonisti, pur venendo da una famiglia che ha vissuto il regime, l’emigrazione, la morte, afferma di vivere e crescere in un regime totalitario diverso, né nazista, né comunista, un regime di gran lunga peggiore, il totalitarismo familiare. “La famiglia è un campo di concentramento. Ovunque nel mondo. I figli prigionieri. I genitori aguzzini. Dalla guerra si ha la speranza di uscirne vivi, dalla famiglia no. Siamo tutti vittime di altre vittime, lo erano i nostri genitori, lo siamo noi e tramandiamo un modello sbagliato ai nostri figli. Il cerchio è impossibile da spezzare, nemmeno la morte può risolvere”. La violenza più persistente è quella psicologica e il romanzo ne è una lucida rappresentazione; l’esistenza umana appare irrimediabilmente predeterminata dalla famiglia in cui si nasce, o in senso più ampio, dall’ideologia nella quale ci si trova immersi.

 

Lingua originale: ceco
Sito: http://www.nakladatelstvi.hostbrno.cz
Leontyna Bratankova: leontyna.b@gmail.com