Katharina Hacker, Die Erdbeeren von Antons Mutter [Le fragole della mamma di Anton], S. Fischer Verlag, Frankfurt am Main 2010

Anton Ŕ medico e vive a Berlino, nel quartiere di Kreuzberg. Ogni anno in primavera riceve dalla madre della marmellata fatta con le fragole coltivate nel suo giardino, cui lei attende da sempre con grande cura. Questa primavera tuttavia, la vecchia signora dimentica di piantare le fragole, e per la prima volta Anton e i suoi amici Alix e Bernd non ricevono la marmellata. Per quanto possa sembrare banale, l'evento scatena un dramma nella vita del protagonista. ╚ infatti il primo segnale dell'affacciarsi della demenza che sgretola l'esistenza quotidiana della donna, che vive con il marito nella casa del villaggio della Bassa Sassonia in cui Anton ha trascorso l'infanzia. Anton segue preoccupato il rapido declino della madre, il suo progressivo eclissarsi dal mondo; ogni piccola sconfitta comporta per lui la perdita inesorabile di un tassello del proprio passato. Dopo anni di solitudine l'incontro con Lydia sembra portare nuova speranza nella sua vita e la volontÓ di un nuovo futuro; eppure Lydia porta con sÚ anche un passato che irrompe con violenza nel presente della coppia...
L'azione Ŕ raccontata da prospettive differenti, voci e situazioni si susseguono in un crescendo inquietante di drammaticitÓ, la simultaneitÓ di eventi esteriori ed interiori Ŕ rappresentata con fine virtuosismo. Secondo acclamato romanzo della programmata trilogia berlinese della Hacker, Die Erbeeren von Antons Mutter si pu˛ leggere come un racconto autonomo che riprende il ritratto al contempo vivido e delicato della generazione di quarantenni abbienti e senza figli descritta in Anton, Alix und seine Freunde (Suhrkamp 2009), per narrare poi, con rara capacitÓ di penetrazione, delle incomprensioni tra generazioni, della vecchiaia, della paura dell'oblio e della necessitÓ di guardare al proprio passato per poter proseguire e costruirsi un nuovo futuro.

 

Lingua originale:Tedesco
Sito casa editrice: http://www.fischerverlage.de/
Gabriella Pelloni: gabriella.pelloni@unipd.it