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Xosé Monteagudo, Un tipo listo [Un tipo astuto], Santiago de Compostela, Galaxia, 2009

 

Il romanzo si apre con l'apparizione di un cadavere. Si tratta di Manolo, il padre del narratore, direttore della succursale di una banca, considerato da chi lo conosce bene come un lavoratore instancabile e dall'onestà irreprensibile. A pochi giorni dal decesso, su tutti i giornali locali fa scalpore la notizia che Manolo aveva creato un sistema, una sorta di banca parallela, attraverso il quale si era appropriato di una notevole somma di denaro in maniera assolutamente illecita. Il figlio, dovendo affrontare il processo in qualità di imputato, comincia a indagare sulla vita del padre, da una parte per poter preparare la propria difesa, dall'altra anche per scoprire i dettagli più oscuri dell'esistenza di suo padre.
In questo modo si intrecciano le due trame principali che tessono l'opera: la ricostruzione dell'identità familiare che, come si scoprirà alla fine del libro, è il legato vitale che verrà lasciato alle figlie del narratore; e la critica socioeconomica attraverso la quale si pone in discussione il lavoro delle società finanziarie e immobiliari, dato che la famiglia al centro del romanzo ne gestiva una. Il tema non potrebbe essere più attuale e controverso, soprattutto ben riconoscibile. Lo stesso autore, infatti, nei "ringraziamenti" cita alcune fonti da cui ha preso informazioni su casi reali di indebite appropriazioni bancarie.
Ma al di là della tematica affrontata, Un tipo listo non è una cronaca, è un testo letterario e in quanto tale riesce a trascendere la funzione puramente informativa. Il sapiente dosaggio dei dati che formano la storia, l'agilità narrativa, la costruzione dei personaggi e il dilemma etico che pone danno ragione di un romanzo ben scritto con mano sicura, assolutamente contemporaneo, che ha ottenuto sia il favore della giuria del premio García Barros nel 2009, sia quello dei lettori che l'hanno scelto, facendo sì che ne venisse tirata una seconda edizione dopo nemmeno un anno.

 

Lingua originale: galego
Casa editrice: Galaxia (www.editorialgalaxia.es)
Inma Otero Varela: oterovarela@gmail.com