Gustaaf Peek, Dover, Amsterdam, Querido bv, 2008

Nel 2008 viene pubblicato il secondo romanzo di Gustaaf Peek, Dover, con Querido, vincitore del premio letterario BGN. Partendo da alcune notizie vere, metodologia adoperata per tutti i suoi romanzi, Peek ricostruisce nel romanzo Dover la storia di un gruppo di immigrati clandestini nei Paesi Bassi. Un gruppo eterogeneo, una carrellata variopinta di personaggi che hanno come comune denominatore la loro condizione di “illegali” nella nuova terra, e i loro incontri in momenti cruciali nel romanzo. Protagonista è Marlon, un ragazzo il cui vero nome non ci viene mai indicato, facente parte in Indonesia del gruppo etnico cinese, minoranza da sempre schiacciata dalla maggioranza autoctona indonesiana, fin dai tempi della colonia. Marlon non apprezza la sua diversità e si dà un nome preso dal mondo del cinema per distinguersi dagli altri. In seguito ad incidenti realmente accaduti alla fine degli anni ’90, in cui molte persone di etnia cinese sono state attaccate, a volte uccise, il ragazzo prende tutto il denaro messo da parte dai genitori e fugge verso i Paesi Bassi. Una volta arrivato a Rotterdam trova impiego come cuoco in un ristorante cinese, gestito da un losco figuro che non solo vende pietanze, ma sposta clandestini da un paese all´altro. Il mondo di Marlon resterà principalmente imbrigliato nello spazio angusto tra la sua stanza in affitto ed il ristorante cinese, prima di essere imbarcato insieme ad altri cinesi illegali verso l’Inghilterra, Dover. Il merito dell’autore è certamente quello di aver dato una voce a quei poveri disgraziati, rimasti anonimi di fronte all’immensità del tempo, ma la cui storia, anche se romanzata, viene ricostruita sapientemente. Peek riesce non solo a dare un volto almeno ad uno di essi, ma anche a dargli dei sentimenti, una voce, e un motivo per accettare la sua situazione folle di clandestino in un paese del nord Europa. Riesce a dare una dimensione universale al dramma personale dei protagonisti. Viceversa le singole storie sono degli esempi del grande dramma collettivo di popoli spostati peggio delle bestie. Il trauma che viene vissuto sia dai personaggi singoli che dai gruppi, è lo stesso, anche se può avere radici diverse, sfaccettarsi in sfumature differenti. Con passaggi di un lirismo spettacolare, con una maestria nel piegare parole e frasi, e forgiare pensieri e sensazioni, l’autore crea un mondo che esiste, anche se di fantasia. Con precisione quasi chirurgica sceglie i vocaboli, rincorre la perfezione linguistica per definire la perfezione del racconto, misura del suo lavoro.

 

Lingua originale: Olandese
Sito casa editrice: www.querido.nl
Chiara Beltrami: chiarabeltrami2@hotmail.com