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Il dialetto è un fiore che non muore

Il numero 3686 di «Topolino» contiene la storia iniziale tradotta in quattro dialetti o lingue minoritarie (campobassano, friulano, perugino, potentino): è una serie di quattro “traduzioni” (anche se sarebbe forse più opportuno chiamarle “versioni”) che si aggiungono alle numerose già realizzate per le altre regioni italiane. Che proprio «Topolino», ossia uno strumento che nel corso… Continua a leggere Il dialetto è un fiore che non muore

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Le Gabelle delle some grosse a Perugia fra Tre e Quattrocento

Il volume Le Gabelle delle some grosse a Perugia fra Tre e Quattrocento, uscito per i tipi di Volumnia, è stato presentato mercoledì 20 maggio al Dipartimento di Lettere dell’Università di Perugia da Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca, e da Gaetano Sabatini, direttore dell’Istituto storico italiano per l’Età Moderna e Contemporanea. Curato da Emanuela… Continua a leggere Le Gabelle delle some grosse a Perugia fra Tre e Quattrocento

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Alla scoperta del perugino fra Tre e Quattrocento. Dialogo con Emanuela Monini e Giulio Vaccaro

Il prossimo 20 maggio vedrà come protagonista la presentazione del volume “Le gabelle delle some grosse a Perugia fra Tre e Quattrocento”. I suoi autori, Emanuela Monini (emanuela.monini@uniroma1.it) e Giulio Vaccaro (giulio.vaccaro@unipg.it), ci accompagnano in questa intervista nel dietro le quinte del loro lavoro, tra manoscritti inediti, curiosità e storia per restituire voce alla città di… Continua a leggere Alla scoperta del perugino fra Tre e Quattrocento. Dialogo con Emanuela Monini e Giulio Vaccaro

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«L Italia è na Repubblica democratica, fondata ntól lavoro»

Alla sapiente ed esperta penna di Sandro Allegrini, con il supporto giuridico di Beatrice Meniconi, si deve la traduzione della Costituzione della Repubblica italiana in dialetto perugino recentissimamente pubblicata, con una nota di Giuseppe Severini, dall’editore Morlacchi con il titolo di La Costituzione italiana m perugino. L’opera si inserisce all’interno di un progetto più ampio,… Continua a leggere «L Italia è na Repubblica democratica, fondata ntól lavoro»

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Elena Diosono intervista Enio Cricco

Auspico che i dialetti sopravvivano e si incrementi la tendenza a farli riscoprire. I giovani hanno bisogno di conoscere altre strade e altre possibilità che al nostro tempo si rifiutavano a priori. Ricordo che nell’immediato dopoguerra parlare di dialetto era riconoscere un sentimento, un essere inferiore, fuori dalla realtà, una denuncia di incultura; era sinonimo di volgarità, di povertà di spirito. Se si potesse invece recuperare il valore dei dialetti, riscoprirli e studiarli più a fondo magari aumentandone la conoscenza.