un viaggio nella narrativa contemporanea rumena
Categoria: conversando con…
Chiara Conterno intervista Julya Rabinowich
Lo Spaltkopf rappresenta la rimozione che, di generazione in generazione, assume una forma sempre più insistente. Simboleggia anche il meccanismo che sovente trasforma le vittime in colpevoli, quando quelle, in un secondo momento, non rielaborano gli avvenimenti. Nei miei lunghi anni di interprete alle sedute di psichiatria e psicoterapia ho osservato il fenomeno per cui gli uomini si trasformano quando, durante la visita, cominciano a rimuovere in maniera seria; le voci mutano e diventano cupe. I pazienti sembrano comandati a distanza, in maniera analoga, e paiono temporaneamente posseduti da un’entità esterna.
Leontyna Bratankova intervista Markéta Pilátová
Gli emigrati cechi in Brasile e, in particolare, i loro discendenti soffrivano della ben nota nostalgia esistenziale, non si sentivano né cechi, né brasiliani; ogni giorno si scontravano con questa realtà e dovevano rassegnarsi a una tale sensazione di schizofrenia, propria di tutti gli emigrati. Il mio romanzo è nato proprio a partire da questi loro sentimenti, ma le vicende narrate sono una mia invenzione. Vicende che, tuttavia, non avrebbero mai potuto vedere la luce senza quel costante desiderio che le persone hanno di scoprire chi realmente sono.
Gabriella Pelloni intervista Claudia Rusch
Non direi tanto che è stata la mia infanzia nella RDT ad aver avuto un impatto sulla mia scrittura, quanto la mia infanzia e punto. Come per tutti gli scrittori d'altronde. L’infanzia e la giovinezza sono periodi brevi nella vita di un individuo, eppure la loro importanza è significativamente maggiore.
Vera Lúcia de Oliveira intervista Mario Luzi
la poesia è il linguaggio dell'essenzialità ed è vero che la metamorfosi, il mutamento, possono portare le cose lontano dalla loro genuina essenzialità.
