Scrivere è un’esigenza contingente all’emozione, non esiste una motivazione di soglia, ovvero un momento oltre il quale si decide di scrivere o non scrivere. Posso dire che quando lo si fa è solo perché è giunto il momento, una serie di convinzioni più o meno forti che portano il pensiero a diventare concreto, quindi ad essere pronto, insomma per essere “cotto e mangiato”.
Categoria: L’Italiano
Elena Diosono intervista Enio Cricco
Auspico che i dialetti sopravvivano e si incrementi la tendenza a farli riscoprire. I giovani hanno bisogno di conoscere altre strade e altre possibilità che al nostro tempo si rifiutavano a priori. Ricordo che nell’immediato dopoguerra parlare di dialetto era riconoscere un sentimento, un essere inferiore, fuori dalla realtà, una denuncia di incultura; era sinonimo di volgarità, di povertà di spirito. Se si potesse invece recuperare il valore dei dialetti, riscoprirli e studiarli più a fondo magari aumentandone la conoscenza.
Erinda Islami intervista Giampiero Mirabassi
Siamo testimoni di un mondo e di un linguaggio che è moribondo, se non già morto. Resurrezioni non sono possibili, se non come operazione meramente culturale, confinata agli addetti ai lavori. Come i concorsi di poesia latina. Non ha parole il dialetto per un'epoca fatta di benessere finto e di tragedie vere. Fatta di immagini virtuali e di slogans. E questo vale anche per poesia in lingua, dove certo non mancano le parole, che anzi..., mancano le cose.
Essere italianisti all’estero
Lo stato dell'Italianistica e dell'insegnamento di lingua e cultura italiana in Lituania presenta un quadro sorprendentemente variegato e attivo. I suoi tre centri urbani, in ordine crescente di grandezza, sono: Klaipeda, importante porto sul mar Baltico; Kaunas, capitale temporanea della Repubblica lituana post-zarista e presovietica, tra il 1920 e il 1940; e Vilnius, la capitale attuale.
Per i 400 anni di Shakespeare. Il sonetto 33 come certamen traduttivo
Shakespeare era ancora in vita, non solo, ma all'apice del successo (quarantacinquenne, nei tre precedenti anni aveva concluso Otello, Re Lear, Macbeth e Antonio e Cleopatra), eppure parve ignorare la pubblicazione, tanto da ingenerare il sospetto che fosse avvenuta a sua insaputa, piratescamente.
