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Il valore e il significato dell’Associazione Biblioteche nel mondo: biblioteche, bibliotecari e comunità. Mario Coffa (Presidente AIB Umbria) intervista Loida Garcia-Febo (Presidente ALA)

Loida Garcia-Febo è una bibliotecaria statunitense-portoricana. Dal 2013 al 2017 ha fatto parte del consiglio di amministrazione della Federazione Internazionale delle Associazioni Bibliotecarie (IFLA), ed è stato membro del comitato esecutivo dell’American Library Association (ALA). Dal 2009 al 2010 è stata presidente dell’Associazione nazionale per la promozione della biblioteca e dei servizi di informazione per i latini e la lingua spagnola (REFORMA), ed è attualmente presidente di Information New Wave, un’organizzazione benefica internazionale che cerca di migliorare l’educazione dei gruppi minoritari negli Stati Uniti e nei paesi in via di sviluppo. Candidata alle elezioni del 2017 è stata eletta come President of the American Library Association per il biennio 2018-2019.

Interview in english

Iniziamo dalle biblioteche: qual è secondo lei ad oggi il compito principale di una biblioteca?

Le biblioteche sono le persone che le fanno e le frequentano: esse aiutano a soddisfare i bisogni informativi della gente attraverso molteplici mezzi. Noi bibliotecari lo facciamo da sempre e continueremo a farlo. Ora più che mai le biblioteche stanno ampliando il proprio orizzonte verso l’esterno per cercare di capire i bisogni delle comunità e per permettere loro l’accesso alle informazioni, con modalità diverse a seconda che si tratti di una biblioteca universitaria, scolastica, pubblica o qualsiasi altra tipologia possibile.

Appurando il valore culturale e di aggregatore sociale della biblioteca, chi è il bibliotecario? La sua figura è riconosciuta con lo stesso valore che viene attribuito all’istituzione biblioteca per cui lavora?

Noi bibliotecari siamo straordinari. In un certo senso, aiutiamo a far girare il mondo. Il nostro lavoro influisce su ogni aspetto della nostra società, come sostenuto dal Sustainable Development Goals, documento adottato da tutti gli stati membri delle Nazioni Unite. Quando parlo di quello che facciamo, tengo sempre bene in mente quello che ho imparato quando sostenevo il ruolo delle biblioteche presso le Nazioni Unite. La vera essenza di quello che facciamo è aiutare a connettere le persone con le informazioni. Siamo perciò degli “infomediari”, cioè degli intermediari dell’informazione nella relazione persona-bibliotecario-informazione.

La tua domanda è molto opportuna. I bibliotecari dovrebbero essere sempre valorizzati. In quanto Presidente di ALA, sostengo insieme agli operatori delle biblioteche la loro importanza e la necessità di salari e condizioni lavorative migliori: è proprio con questo obiettivo che ho intrapreso il National Library Tour, che ha per tema “Biblioteche=Comunità forti” e che esprime un tentativo di sostegno al nostro lavoro, per far conoscere alla gente il grande valore delle biblioteche e del personale bibliotecario. Il tour ha toccato biblioteche accademiche, pubbliche e scolastiche di tutti gli Stati Uniti e in tutte le date del tour le amministrazioni locali dei paesi e città dove ci fermavamo hanno proclamato ufficialmente quel giorno come “Giorno delle Biblioteche = Comunità forti”.

Dopo il suo intervento al Parlamento Europeo nel 2018, che idea si è fatta della situazione nel vecchio continente? America ed Europa sono in linea con le politiche e i programmi?

Durante quell’evento al Parlamento Europeo ho potuto confrontarmi con colleghi di diversi paesi europei che mi hanno informato di come i governi locali minaccino di chiudere biblioteche in diverse città, col rischio di lasciare i bibliotecari senza lavoro. È un problema che purtroppo coinvolge anche il mio Paese: anche qui negli Stati Uniti ALA cerca continuamente, e con grande sforzo, di salvare biblioteche e posti di lavoro. In comune coi nostri colleghi europei abbiamo anche un forte senso di sostegno alla lotta per mantenere le biblioteche aperte, ben equipaggiate e, possibilmente, con bibliotecari!

Nonostante Europa e USA abbiano programmi e politiche differenti, la mia esperienza di collaborazione con bibliotecari di entrambe le provenienze mi ha insegnato che tutti i bibliotecari stanno ora lottando per le leggi sul copyright e la gestione degli e-book, sempre avendo ben chiari i bisogni degli utenti. Ad esempio, i bibliotecari statunitensi seguono le linee guida della WIPO (Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale) perché possono avere conseguenze importanti nel lavoro.

“Libraries = Strong Communities”: è una frase alla quale lei tiene molto e come sappiamo è anche una frase vera. Cosa deve fare una biblioteca perché questo si trasformi in pratiche reali?

“Biblioteche = Comunità forti” è il tema del mio National Library Tour, un tentativo di sostegno alla nostra professione che mette in luce il lavoro svolto dalle biblioteche e dai bibliotecari. Per passare dalla teoria alla pratica, la migliore raccomandazione che mi sento di dare a una biblioteca è quella di rivolgersi all’esterno e lavorare con diversi portatori di interesse per cercare quali sono i veri bisogni degli utenti in tutti i contesti bibliotecari possibili: accademici, scolastici, pubblici. Una volta identificati questi bisogni, le biblioteche possono pianificare progetti e servizi che vengano incontro alle esigenze dei membri della comunità. Le biblioteche danno accesso all’informazione e aiutano le persone ad analizzare quell’informazione e ad usarla per migliorare la loro istruzione e il loro apprendimento permanente. E questa è pratica! Ci sono biblioteche che offrono corsi per persone che devono ottenere il diploma di maturità e altre che propongono lezioni per bambini in età pre-scolare che li preparano al mondo della scuola. La scorsa settimana ho fatto visita ad una biblioteca scolastica che collabora con una pubblica per fornire un accesso ad una maggiore quantità di libri per i suoi studenti. Le biblioteche accademiche creano convenzioni con biblioteche pubbliche per espandere il loro catalogo e permettere l’accesso alle risorse online di queste ultime anche ai propri utenti. Proprio oggi leggo di come le biblioteche salvino pure la vita: una biblioteca pubblica del Michigan ha stipulato un accordo con il servizio di trasporto locale per dare a tutti i suoi utenti biglietti dell’autobus gratuiti insieme alla tessera della biblioteca; una persona che aveva intenzione di smettere di andare a farsi la dialisi, perché non poteva permettersi il costo del trasporto, ha scritto alla biblioteca per informarli di come ora, grazie a quei biglietti, lui possa continuare a ricevere le cure necessarie. Le testuali parole di questa persona sono state: “Ragazzi, mi avete salvato la vita!”.

Le Associazioni come AIB e ALA hanno un ruolo importantissimo. Cosa dovrebbero migliorare o potenziare per rafforzare il loro ruolo?

Dobbiamo sempre ricordarci che le associazioni sono i membri che le compongono: è questo il perno su cui ruota tutto il nostro lavoro. Durante il mio mandato da Presidente di ALA, l’insegnamento essenziale che ne ho ricavato è che ALA sono proprio i suoi associati. La mia esperienza da membro dell’IFLA Governing Board, di IFLA Freedom of Access to Information and Freedom of Expression (FAIFE), di IFLA Continuing Professional Development and Workplace Learning Section e di IFLA New Professionals, non ha fatto che confermare questa intuizione. Le associazioni sono i membri che le compongono. Come dico sempre, insieme si può! Quando gli organi decisionali, gli impiegati e i membri delle associazioni lavorano in sinergia, sono invincibili!

“Public Libraries 2030”: cosa potrebbe cambiare nell’ottica di questo progetto secondo lei?

Apprezzo moltissimo il lavoro che sta facendo l’organizzazione Public Libraries con la nuova direzione, come la apprezzavo prima. Penso che qualunque cambiamento o sviluppo del progetto debba tenere bene in mente che le biblioteche sono fatte dalla gente e per la gente. Credo fermamente che il futuro lo stiamo creando oggi e poiché il nostro fine ultimo è sempre quello di servire le persone, è di vitale importanza che noi teniamo d’occhio le tendenze della società in cui viviamo, perché influiscono sensibilmente sul ruolo delle biblioteche e sulle attività che svolgono.  Ad ALA abbiamo un Centro per il Futuro delle Biblioteche (Center for the Future of Libraries) che tiene traccia delle nuove tendenze, dei nuovi ruoli che le biblioteche svolgono e del modo in cui continuano a favorire l’accesso all’informazione alle loro comunità. Le biblioteche possono prendere spunto da una “banca dati delle nuove tendenze” (trends collection) per formulare decisioni riguardo finanziamenti, progetti, servizi, formazione del personale e nuove opportunità. Ho collaborato in modo stretto con il Centro su aree tematiche quali l’intelligenza artificiale, sulla quale ho scritto l’editoriale di Marzo (President’s Column) della rivista online American Libraries.

Anno 2050, Mario e Loida, due ragazzi appena diplomati vogliono fare i “bibliotecari” nella loro vita: cosa gli consiglieremo?

Consiglio sempre a studenti e bibliotecari novelli di cercarsi uno o più mentori, delle guide che possano seguirli passo passo durante la loro attività: qualcuno di cui si fidano e con cui possano parlare spesso delle proprie aspettative e delle diverse situazioni che affrontano.  Raccomando anche di essere elastici e disponibili a cercare opportunità di lavoro in città diverse e persino in paesi diversi dal proprio. Parlerei loro anche di come molti colleghi bibliotecari si stiano adattando a lavorare in tutte le tipologie di biblioteche e di ambienti che vanno oltre il concetto di biblioteca classica: posti come la NASA, musei e centri di cultura, organizzazioni no-profit. Ricordati che facciamo girare il mondo e che le nostre abilità di bibliotecari sono necessarie dovunque. Il solo nostro limite è il cielo! Ecco cosa direi ai nostri neolaureati Mario e Loida. In generale, dai sempre il meglio di te stesso, fai quello che avevi detto di voler fare e tratta gli altri come vorresti essere trattato tu.

(traduzione di Marco Tognato)