avvenimenti · In primo piano

Mrdjan Bajic, Facciamo finta di niente (Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata)

Segnato da un atmosfera che trasforma esteticamente i documenti in monumenti, in totalizzatori di conoscenza capaci di contenere al loro interno ogni minima traccia lasciata dagli uomini, il lavoro di Mrdjan Bajić (Belgrado, 1957) si presenta come un contenitore che invita a riflettere e a riaccendere la coscienza collettiva, come un terreno che assorbe la memoria e la storia, ma con il desiderio di offrire non tanto moralismi, quanto piuttosto preziose albe di una verità che «di fatto è fragile ma irreversibile, ostinata, resistente agli urti» della falsità.

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Dalla kalokagathìa greca a Michelangelo e al Manierismo italiano: a Tokyo una grande mostra sugli ideali di bellezza maschile

Nel complesso la mostra è ben concepita, e l'idea di affiancare nella prima e seconda sezione i pezzi esposti non per continuità storica o sulla base di tipologie artistiche, ma secondo una prospettiva tematica, favorendo quindi comparazioni diacroniche e in parte antropologiche, si rileva a mio avviso molto stimolante anche per addetti ai lavori. Il passaggio dalla prima alla seconda sezione ben evidenzia gli elementi di continuità e quelli di discontinuità dall'antichità all'arte rinascimentale.

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Vasi di fiamma e dee mascherate: la grande ceramica Jōmon da Tokyo a Parigi

Con il passare degli anni la fascinazione degli europei nei confronti della cultura giapponese non accenna a diminuire. Nell'immaginario occidentale, e l'Italia non fa eccezione, il Giappone rimane un paese simil-medievale, ricco di samurai e geisha, o è legato a ricordi adolescenziali di manga e anime. Eppure tanti aspetti del mondo giapponese, magari importanti e a volte splendidi, sono del tutto sconosciuti anche agli specialisti di culture asiatiche.