Confessioni letterarie

A spasso con il diavolo per le vie di Mosca. Dialogo con Oliviero Diliberto

Un classico è ciò che resta, ovviamente. Ma nel caso nostro, Il Maestro e Margherita è "classico" proprio perché, tra l'altro, è frutto di una "conquista" (per dirla con Eliot): l'autore rimedita, infatti, e ricostruisce, dopo averla destrutturata, tutta una tradizione precedente (si pensi solo ai racconti evangelici e alla precedente letteratura "diavolesca" cui Bulgakov attinge), ma che vive completamente di vita nuova e del tutto originale nella nuova scrittura.

conversando con...

Giulia Falistocco intervista Christian Uva

Anche nel nostro paese produttori e registi devono invece capire che, messi in atto i dovuti accorgimenti contro la pirateria, lo streaming più o meno contemporaneo alla sala, invece di ucciderlo, salverà il cinema. Rispetto alla possibilità di una fruizione su diverse piattaforme, per quanto possa capire che a molte persone non piaccia, personalmente lo ritengo un’ottima sperimentazione. Tuttavia ci sono mille valutazioni da fare, soprattutto di ordine politico ed economico.

conversando con...

Luigi Giuliani intervista Javier Cercas

La nostra generazione è un poco quella dei figli della Transizione, non l'abbiamo fatta ma l'abbiamo osservata dalla distanza, e questo ha a che fare con ciò che dicevi riguardo mio padre, perché il vero protagonista del libro è mio padre, così come la vera protagonista de Il sovrano delle ombre è mia madre e il protagonista occulto de L'impostore è mio figlio. Me lo hanno fatto notare alcune persone ed è esatto: nei miei libri, così come c'è un tema visibile e uno invisibile, c'è anche un protagonista visibile e uno invisibile.