la scomparsa degli editori significherebbe anche la scomparsa delle traduzioni: non ci sarebbero più quelle entità che investono nella traduzione, e non potremmo leggere, a meno di conoscerne la lingua originale, i vari Murakami, Márai, Larsson.
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Paulina Kwasniewska-Urban intervista Piotr Marecki
Una delle riviste più conosciute in Polonia, Polityka, ha chiamato Ha!art “la concentrazione più alta della poesia per metro quadro in tutta la Polonia”. Le riviste erano dappertutto, funzionava così, non avevamo nessun magazzino o un posto dove lavorare. E già dall'inizio eravamo focalizzati sulla letteratura contemporanea, nonostante il nostro essere alternativi siamo stati in grado (e lo siamo ancora) di far scoppiare il caso letterario.
Chiara Conterno intervista Vladimir Vertlib
Ridere può avere un forte effetto liberatorio. Per me, sia come persona che come autore, funziona così. Prendere se stessi, gli altri e le cose non troppo seriamente, bensì con ironia, aiuta a superare incolume la vita e il mondo. La vita è molto bella, ma anche terribile.
Carlo Pulsoni intervista Enrico De Agostini
La Dante Alighieri ha introdotto di recente un sistema di certificazione della conoscenza della lingua italiana, il PLIDA, molto importante dal punto di vista della standardizzazione dell'insegnamento. Il suo problema, però, è che funziona all'estero tramite comitati di volontari. Ricevono contributi dalla sede centrale, che a sua volta riceve contributi dallo Stato. L'opera dei volontari è spesso encomiabile, ma ci vuole ben altro per incidere davvero sulla scena culturale mondiale.
Gabriele de Veris intervista Antonella Agnoli
Queste biblioteche - non solo in Italia - sono state pensate in tempi di 'vacche grasse', spesso in edifici costruiti in origine per altri scopi e successivamente riadattati. Sappiamo che più ingressi, come del resto più sale, richiedono più controlli; magazzini e depositi richiedono personale per la distribuzione.
