La mia vicinanza con Pasolini si deve soprattutto alla lettura del libro Le ceneri di Gramsci. Si tratta di un libro poco conosciuto in Brasile e, per questo, sono entrato in contatto con lui tardi, quando ero già professore all'università.
Categoria: conversando con…
Cinzia Franchi intervista Vera Gheno
Forse quando parlo della lingua dei social ai ragazzi, e loro rimangono stupiti nello scoprire che anche quello che sentono come il loro gergo può essere studiato con la serietà di un trattato seicentesco. Un argomento che va forte a Firenze, al laboratorio di italiano scritto, è la questione dei neologismi, ovvero come si creano le parole nuove e come entrano nel vocabolario; a Siena, al laboratorio di informatica, gli studenti sono sempre affascinati dagli albori della storia del web.
Maristella Petti intervista Nuno Júdice
Sin da molto giovane la letteratura e la poesia sono entrate nella mia vita. Ho cominciato a scrivere poesie che ero ancora bambino, e ho continuato a farlo negli anni. Sono anche stato un lettore costante e credo di aver fatto tutte le letture indispensabili per la mia formazione di scrittore.
Marco Paone intervista Carlo Bordini
Con gli anni sono diventato meno ispido. Ho imparato a non farmi dei nemici (non sempre ci riesco) e ad evitare i litigi. Ho molti amici e ricambio affetto con affetto. Il fatto è che io mi considero uno scrittore ma non un letterato nel senso proprio del termine. Non amo molto l'accademia. Le origini della mia scrittura, le molle che mi hanno spinto a scrivere sono più legate alla mia vita che a un'idea qualsiasi di letteratura.
Marco Paone intervista María do Cebreiro
A volte la letteratura è troppo umana, ma bisognerebbe provare a agire allo stesso modo della vita normale: saper festeggiare il successo degli altri e anche il proprio quando arriva, senza assegnare maggior importanza di quella che ogni successo possiede e sapendo che la scrittura è una gara sulla distanza in cui nessuna conquista varrà una volta per sempre.
