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Marco Vitale intervista Elio Pecora

Venivo da Napoli, dove avevo vissuto anni di studi e di letture, anche di malinconie e di inquietudini. Avevo compiuto da qualche mese trent’anni e a Roma trovai in me stesso un’allegria e una curiosità che non mi conoscevo. M’accadde, prima in una libreria allora notissima, in cui lavorai per alcuni mesi, di incontrare diversi scrittori ed artisti, ne vennero le prime amicizie e frequentazioni. Era un tempo ancora assai vivo di Roma, non funestata dal traffico delle auto, dalle folle trabocchevoli, da un compiaciuto disfacimento.

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Parole in cammino, da Cassino a Siena le vie della lingua e delle lingue d’Italia. Giulia Falistocco intervista Massimo Arcangeli

Dal 6 all’8 aprile Siena ospiterà la seconda edizione del “Festival dell'Italiano e delle lingue d'Italia”. Anche quest'anno saranno presenti ospiti prestigiosi, tra cui spiccano i nomi di Corrado Augias, Carlo Freccero, Aldo Cazzullo e Matteo Renzi. Massimo Arcangeli è il fondatore e il direttore artistico del Festival. È linguista, sociologo della comunicazione, critico letterario, garante… Continua a leggere Parole in cammino, da Cassino a Siena le vie della lingua e delle lingue d’Italia. Giulia Falistocco intervista Massimo Arcangeli

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Erinda Islami intervista Anna Belozorovitch

Ci sono moltissimi rapporti possibili tra l’arte del linguaggio e l’arte della parola. Ma tra queste, credo che la fotografia e la poesia in particolare modo possiedono una parentela molto stretta. Si tratta di uno sguardo immediato e significativo nel suo insieme. Si tratta della proposta di un punto di vista che forse vedono anche altri, diversamente. Mi sembra che il contatto tra le due – anche in quei casi in cui l’una accompagna l’altra, nelle diverse combinazioni possibili – sia estremamente spontaneo e fruttuoso.

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Marco Vitale intervista Giancarlo Pontiggia

Volevo un titolo che dicesse qualcosa di significativo sulla poesia, e soprattutto sulla poesia contemporanea, che vive, come ben sai, uno strano paradosso: da una parte una grande fioritura di poeti e di linguaggi; dall’altra una condizione di marginalità che non è tanto dovuta ai pochi lettori (pochi, i lettori di poesia, sono sempre stati) quanto alla scarsa o incerta considerazione di cui gode da qualche decennio presso i media e le istituzioni.