conversando con...

Carlo Pulsoni intervista Alina Kalczynska

Vanni non stipulava mai veri e propri contratti editoriali: prendeva un foglio di protocollo a quadretti e stendeva un "promemoria" per precisare le caratteristiche del volume; in questo foglio infilava poi lettere, documenti, altri appunti (e questo fa la ricchezza straordinaria del suo archivio editoriale); quando infine il libro era stampato, ne dava un centinaio di copie all'autore, ma lasciando volutamente liberi i diritti, sapendo di non poter competere con editori di maggiori dimensioni, ma anche per scarso interesse personale a trasformare il suo lavoro in un mestiere sicuramente redditizio; questo spiega perché Pound scrisse che un'editoria come quella degli Scheiwiller, padre e figlio, non poteva che portare che a una piccola ma sicura perdita.