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Per un’etica della tecnologia. Serena Meattini intervista Paolo Benanti

Parlare di densità antropologica significa appunto che quello che caratterizza l'artefatto è la sua origine umana e la storia che l'uomo. In questo senso guardare all'artefatto tecnologico è un modo, a volte criptico e complicato, a volte in maniera molto efficace, di guardare all'uomo, al suo vissuto, ai suoi desideri, sogni e aspirazioni. Questo oltre di significato, questa cosa che va oltre lo scopo specifico tecnico, è ciò che costituisce la densità antropologica dell'artefatto.

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Storia di un torchio. Chiara Moretti intervista Maria Gioia Tavoni

Ritornando a quel mio breve intervento, essermi imbattuta nella conoscenza del torchio al Vittoriale, mi indusse a chiedere, poco prima della pubblicazione, e poi ripetutamente, ai conservatori dei libri e delle carte di D'Annunzio se avevano notizie di quella pressa e dove era possibile che essa fosse conservata. Mi dissero all'epoca che, nonostante ripetute ricerche – ho ancora documentazione fra le mie email - non avevano trovato nulla. Del ritrovamento del torchio personalmente non mi è mai stata data notizia. L'ho scoperto solo tramite un amico che mi ha fornito il link per documentarmi in merito.

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«La spada dell’ingegno» della Francofonia. Francesca Dainese intervista Dany Laferrière

Personalmente non faccio alcuna differenza tra "letteratura francese" e "letteratura francofona", non credo sia gran cosa identificare gli scrittori sulla base della loro nazionalità. Si è scrittori, semplicemente, come si è medici. Un medico può curare chiunque, non solamente chi è del suo paese. Per me la nozione di "letteratura francofona" non rende conto della realtà, perché tralascia una cosa estremamente importante: gli scrittori devono essere definiti per i libri che leggono e cui si ispirano.