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Eco cacopedico

Tra i più interessanti sviluppi italiani nell’ambito dell’impiego ludico del linguaggio stanno le ricerche di Umberto Eco, immesse sul binario delle sue ricerche in certo modo pre-oplepiane, risalenti cioè a epoche precedenti il 1990, l’anno in cui fu fondato a Capri l’OPLEPO (acronimo di Opificio di Letteratura Potenziale) ad opera di un gruppo di scrittori (Raffaele Aragona, Ruggero Campagnoli e Domenico D’Oria) che si occupavano di questioni simili – ma applicate alla lingua italiana –  a quelle dell’omologo istituto francese OULIPO, quasi un suo organismo speculare: fucina di strutture letterarie potenziali, cioè metodi dotati di potenziale capacità di produrre testi.

Gli Esercizi di stile di Queneau tradotti e ‘reinventati’ da Eco
Gli Esercizi di stile di Queneau tradotti e ‘reinventati’ da Eco

Già prima, pur non esistendo ancora l’istituto, Eco aveva lavorato in quel cono di luce. Nel 1983 aveva tradotto gli Esercizi di stile di Queneau e li aveva largamente reinventati; negli anni seguenti praticò il lipogramma e i testi monovocalici; nel 1987 apparvero su «L’Espresso» i suoi primi ircocervi (i mostri mitologici metà capra e metà cervo), vocaboli che, nati dalla fusione di due nomi famosi, sbozzano un nuovo personaggio che reclama un commento. Eccone alcuni:

Alessandro Smanzù – I promessi sbozzi.
Cesare Muratti – Sogni in fumo.
Coca Cola di Rienzo – Il tribuno della sete.
Eduardo De Filippide – Filumena Maratona.
Silvio Pellusconi – Le mie televisioni.

Su questa linea Eco concepì nel 1992 la variante dei finneghismi, così detti in quanto sovvenuti durante un lavoro sul Finnegans Wake di Joyce. Si tratta di parole composte il cui senso, già percepibile “a naso”, viene poi svelato da una glossa:

Apocalesse – Carro scoperto usato dall’Angelo Sterminatore.
Artrittico – Pala d’altare deformata dall’umidità.
Cannarino – Piccolo uccello dedito all’uso di droghe leggere.
Cazzandra – Profetessa che non ne indovina una.
Cornitologo – Etologo che studia l’adulterio tra uccelli.
Ermafrodato – Transessuale ingannato da chirurgo pasticcione.
Griffone – Rapace firmato.
Istetrica – Levatrice in preda a crisi di nervi.
Kamaleonte – Piccolo rettile esperto di arti amatorie.
Oromogio – Swatch che suona solo le ore tristi.
Pipistrullo – Topo volante di Alberobello.
Reo convesso – Condannato piegato dal rimorso.
Sommozzarella – Latticino da consumarsi in apnea.
Vampirla – Discendente inabile del conte Dracula.

Questi ingegnosi giochi verbali andarono di pari passo con l’invenzione nei primi anni ottanta di una costola della ’Patafisica italiana, la cacopedia. Il nome sorge dall’accostamento di kakós e pedos, cioè dei concetti di bruttezza/cattiveria e di educazione. La cacopedia è pertanto un brutto insegnamento, una forma cattiva di educazione: meglio, «una summa negativa del sapere, ovvero una summa del sapere negativo». Non è stato deciso quale delle due formule indichi meglio i propositi destabilizzanti dell’impresa, resta il fatto che «il compito conoscitivo della cacopedia voleva essere quello di condurre una recensione totale dell’antisapere».
La definizione della disciplina allude dunque alla creazione di opere che si pongono in dissidio coi tempi, o meglio: col conformismo dei tempi. In un colloquio con Stefano Bartezzaghi (Se tutta la conoscenza è un viaggio giocoso, «La Repubblica», 1 settembre 2003) Eco ha giustificato questo significato affermando che «qualunque pensatore critico se è bravo arriva a scrivere una cacopedia. L’opera di Kant è una cacopedia rispetto a quello che si pensava prima, e non a caso autori di grandi cacopedie sono finiti sul rogo, come Giordano Bruno, o agli arresti domiciliari, come Galileo».
Sta di fatto che la disciplina è definita da una formula simile alla definizione della ’Patafisica. Se questa è la «scienza delle soluzioni immaginarie», la cacopedia è invece per Eco la «pratica di quelle soluzioni che, se uno non si affretta a immaginarle per malvagità e malizia, saranno ben presto immaginate da qualcuno, e sul serio e senza malizia».

Un Eco ironicamente meditante
Un Eco ironicamente meditante

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La pratica cacopedica moderna si è manifestata come formulazione di testi da redigere secondo specifici criteri, formulati anch’essi da Eco:

1) il primo passo è scovare un titolo che sia rovesciamento simmetrico di una voce enciclopedica;
2) si procede poi deducendo da una premessa, in maniera paralogica, conclusioni sbagliate (oppure deducendo sillogisticamente da una premessa sbagliata conclusioni inoppugnabili);
3) le voci devono costituire tra loro un sistema (o antisistema);
4) la voce ha una funzione ricattatoria: deve evitare che negli anni seguenti ci siano sviluppi scientifici seri, oppure impedire che qualcuno proponga come attendibile un soggetto cacopedico.

Su questa base, sono opere cacopediche:

Angelo Fabbri, Teoria delle Anastrofi. Descrive con rigore matematico l’anastrofe a salsicciotto, a preservativo, a maccherone, a colabrodo ecc.
Massimo Piattelli-Palmarini, Quando la filastrocca parla la genetica. Genetica delle civette (sul comò).
Renato Giovannoli, Grammatica abortiva. Algoritmo chomskiano atto a produrre stringhe di silenzi.
Giulio Giorello, Logica della coperta scientifica, di evidente richiamo popperiano.
Una Teoria dei Peace Games, molto più difficili dei War Games dato che per raggiungere il risultato migliore si deve raggiungere la posizione dello stallo.
Una Zerologia, calcolo logico basato soltanto sullo zero, però con regole per addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione ecc.

Altri progetti cacopedici sono rimasti in fase embrionale, e tra questi una Meccanica qualunquistica, un progetto sulla Deficienza artificiale, uno sulle Machines mariées (di contro alle ricerche sulle macchine celibi), una Metafisica della Cosa Fuori di Sé e un Codice di Procedura Incivile.

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Rientra nell’ambito cacopedico il progetto di fondare una Facoltà di Irrilevanza Comparata, istituto suddiviso nei quattro dipartimenti di Ossimorica, Adynata (o Impossibilia), Bizantinica, Tetrapiloctomia. Per farsi un’idea della pedagogia da impartire, ecco le materie del corso di laurea in Ossimorica, di evidente natura contraddittoria:

Urbanistica tzigana.
Enologia musulmana.
Idrografia selenitica.
Oftalmologia gastrica.
Istituzioni di aristocratica di massa.
Storia delle tradizioni innovative.

L’interesse di queste materie deriva anche dal fatto che – forse involontariamente – riproducono la sonorità di parecchie cattedre di materie non fondamentali dell’Università italiana, e costituiscono pertanto un indiretto giudizio ironico su di esse.
Ma passiamo a elencare alcune materie del corso di laurea in Adynata (o Impossibilia), la cui assurdità è ineccepibile:

Fortuna della lingua etrusca nel Medioevo.
Storia degli Stati Uniti nell’epoca ellenistica.
Letteratura sumera contemporanea.
Psicologia delle folle nei paesi sahariani.
Filatelia assiro-babilonese.
Terapia dell’aerofagia da impiccagione.

Il senso del Dipartimento di Bizantinica, in cui studiano causistici sgobboni, è sbozzato da materie come la “Storia della filosofia pre-presocratica” o la “Geografia del Vaticano”. Per quanto riguarda la Tetrapiloctomia, va precisato che essa appare nel Pendolo di Foucault ed è semplicemente “l’arte di tagliare il capello in quattro”. Le materie per laurearsi sono infatti alquanto cavillose e pedanti, come dimostrano questi esempi:

Idrogrammatologia: tecnica di scrittura su superfici di acqua.
Poziosezione: arte di tagliare il brodo.
Avuncologratulazione Meccanica: materia che insegna a costruire macchine per salutare la zia.
Piropigia: tecnica di appiccare il fuoco alle natiche altrui.

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Ancorché genialmente faceto, il progetto della cacopedia non è riuscito a svilupparsi, arenandosi. La ragione è che i fondatori, che si riunivano in pizzerie bolognesi, si accorsero che rovesciamenti cacopedici non ironici si stavano manifestando, surrettiziamente, in diversi campi del sapere: «Si pensi per esempio al corpo senz’organi, alla interpretazione come fraintendimento, al neoliberismo marxista o neo-marxismo liberista». Ma un’altra ragione del suo tracollo è che doveva essere un work in regress, per cui oltre a produrre le proprie opere, i cacopedici dovevano poi anche distruggerle; e invece alcune di esse furono pubblicate, attestando una debolezza dell’etica scientifica dei membri cacopedici.

Testi teorici e raccolte italiane di opere oplepiane

Eco comunque non si fermò e produsse altro, come i Lapsus sanctorum, deformazioni ludiche di nomi di santi con relativa glossa esplicativa. Per comprenderne il senso, ecco alcuni assaggi:

Ognissunti – Festa degli autori di manualetti per la laurea breve.
Sant’Adelpho – Protettore dei suicidi mitteleuropei.
Sant’Anselmo di Nullaosta – Vescovo di Canterbury, aveva dimostrato che, se qualcuno avesse potuto pensare che è possibile entrare in Paradiso con un semplice permesso rilasciato dalla questura per extra-comunitari, costui sarebbe stato un insipiente.
San Basilico di Cesarea – Per eliminare le tentazioni del demone meridiano, consigliò una dieta severa a base di mozzarella e pomodoro.
San Dionigi Areofagita – Esicasta. Mentre faceva mistici esercizi di respirazione, produceva Emanazioni, di evidente natura neoplatonica.
Sant’Evasio – Rinchiuso dai pagani in una torre senza porte, ne fuggì calandosi da una finestra usando lenzuola arrotolate. Ricordato anche per una accesa polemica con san Vittore.
San Francesco da Sissi – Francescano, fu il confessore dell’imperatrice d’Austria e Ungheria.
Sant’Isidoro di Ciniglia – Visse come eremita vestito soltanto di un tessuto fatto di cordoncino peloso. Morì di polmonite mentre cercava l’etimologia del suo nome.
San Luigi Gorgonzaga – Mistico accesissimo, aveva tale orrore per il proprio corpo che non si lavava mai, cosicché era evitato da tutti per l’afrore che emanava dai suoi piedi. Dedicatosi alla cura dei lebbrosi, fu da questi precipitato dalla finestra del lebbrosario.
San Pedo di California – Fu detto l’apostolo dei fanciulli. Offriva caramelle ai bambini derelitti e li invitava in sacrestia per visitare la sua collezione di piviali cinesi.

Se per essere cacopedici bisogna affrettarsi a immaginare soluzioni linguistiche prima che lo faccia qualcun altro, ebbene: Eco è stato un cacopedico che non s’è fatto precedere da nessuno. Noi ne ammiriamo oggi il talento, e se ci disponiamo a redigere finneghismi o santi lapsus, non possiamo che porci al suo seguito.

castronuovo.medlav@gmail.com

Nota bibliografica

Gli ircocervi sono stati raccolti da Eco nel suo Secondo diario minimo, Milano, Bompiani, 1992, pp. 295-303. Lo stesso volume accoglie i Frammenti dalla cacopedia, in cui è spiegata la concezione della cacopedia (p. 153) e il Progetto per una Facoltà di Irrilevanza Comparata (pp. 188-190).
I finneghismi apparvero a più riprese su «L’Espresso», dal luglio 1992 al dicembre 1995.
I Lapsus sanctorum sono apparsi sul numero di ottobre 2007 di «Cortocircuito. Rivista di cultura ludica, cacopedica e potenziale» (Edizioni Joker, pp. 13-20).

 

 

 

L'autore

Antonio Castronuovo
Antonio Castronuovo
Antonio Castronuovo (1954) è saggista, traduttore e bibliofilo. Ha fondato l’opificio di plaquette d’autore Babbomorto Editore. Il suo ultimo saggio è Formíggini: un editore piccino picciò (Stampa Alternativa 2018). Sua ultima traduzione: Maurice Sachs, Una valigia di carne (Via del Vento 2020). Ha curato da ultimo Nella repubblica del libro di Francesco Lumachi (Pendragon 2019) e il Dizionarietto rompitascabile degli editori italiani di Formíggini (Elliot 2020).