Ogni opera d’arte ha un autore, e tuttavia,
quando è perfetta ha qualcosa in sé di anonimo.
Simone Weil, L’ombra e la grazia, 1940/42 (postumo, 1948)
Una, nessuna, centomila voci: il rapporto tra autorialità e anonimato nei testi dal Medioevo alla Contemporaneità (21-23 gennaio 2026). Convegno del Dottorato in «Scienze del Testo dal Medioevo alla Modernità: Filologie Medievali, Paleografia e Studi Romanzi» (Sapienza – Università Di Roma)
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Il Convegno organizzato dal corso di Dottorato in «Scienze del Testo dal Medioevo alla Modernità: filologie medievali, paleografia e studi romanzi» dell’Università di Roma «Sapienza» (Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali) invita alla riflessione sui concetti di auctor, auctoritas e anonimato dal Medioevo alla Contemporaneità.
La tradizione dei testi medievali e moderni ha sempre comportato una messa in crisi del concetto di testo e opera, di autore e scrittore. Di fronte all’enorme quantità di opere anonime, infatti, la riflessione metodologica è inevitabile: se da un lato si assiste all’ attribuzione di questi testi ai nomi degli scrittori più conosciuti, dall’altra, a partire da recenti studi, ci si può aprire alla possibilità di una storia letteraria di «autori senza nome d’autore» (Francesco Santi, Il significato storiografico di una ricerca dedicata agli anonimi nell’esperienza letteraria del medioevo latino, introduzione a Marina Giani, Il «Liber glossarum» e la tradizione altomedievale di Agostino, Firenze, 2021), mettendo in luce la nostra difficoltà di comprendere, con la coscienza moderna, la sensibilità e il pensiero nascosti dietro questi testi.
Negli anni Settanta del Novecento, Roland Barthes, riprendendo la riflessione di Michel Foucault, aveva spinto la crisi tra creatore e creazione letteraria, fino ad arrivare provocatoriamente al concetto di «morte dell’autore»: si liberava, in questo modo, l’opera letteraria dalle gabbie della biografia del suo creatore.
Il tema dell’autorialità stimola la discussione su argomenti che spaziano dalla filologia e critica testuale alla linguistica, alla paleografia e alla letteratura, aprendosi a una riflessione che coinvolge anche epoche e luoghi differenti: la consapevolezza dell’autore in quanto tale, il riconoscimento di questo suo ruolo da parte del suo pubblico, l’anonimato come segno di una produzione collettiva, la figura del compilatore e copista che può trasformarsi in editore o sostituirsi all’autore.
Ambito critico-letterario
- La presenza di autori di riferimento nella tradizione letteraria come modello per la produzione successiva, e casi di intertestualità tra le opere letterarie.
- L’uso di pseudonimi come mezzo di identificazione autoriale, anche in relazione ad opere composte da più autori.
- Autorialità femminile: difficoltà di identificazione e di attribuzione; scrittrici omesse dal canone letterario.
- La costruzione e la legittimazione dell’autore nelle letterature straniere, anche in relazione alla pluralità culturale e linguistica.
Ambito filologico-paleografico
- La questione dell’autore in testi a basso tasso di autorialità (agiografie, trattatistica, parenetica, volgarizzamenti, bestiari, lapidari…).
- Analisi filologica e paleografico-codicologica della tradizione manoscritta prevalentemente anonima; analisi delle postille, delle glosse e delle annotazioni anonime anche su diversi supporti scrittori.
- Riflessioni sulla tendenza ad attribuire componimenti anonimi di specifici generi letterari ad auctoritates, anche fino all’età moderna.
- Esempi di attribuzione e falsa attribuzione, con particolare attenzione alle discordanze, soprattutto (ma non solo) in canzonieri e miscellanee. Analisi codicologica e paleografica delle disposizioni dei testi all’ interno di canzonieri e miscellanee, o in generale di codici contenenti raccolte di componimenti diversi.
Ambito linguistico
- Differenze linguistiche tra testi d’autore e quelli falsamente attribuitigli.
- L’uso dei testi anonimi per l’identificazione di tratti linguistici dei volgari locali e per l’arricchimento della documentazione relativa a specifiche aree geolinguistiche.
- Lingua e identità autoriale: caratteristiche linguistiche e stili narrativi d’autore.
Contributi
La candidatura è aperta a tutte e tutti coloro che stiano svolgendo un dottorato di ricerca o che abbiano conseguito il titolo entro un massimo di quattro anni.
Gli interventi dovranno durare 20 minuti e saranno seguiti da 10 minuti di discussione; le proposte dovranno essere inviate entro il 1/10/2025 all’indirizzo convegno.scienzedeltesto@gmail.com e potranno essere redatte in lingua italiana o inglese. Al messaggio di posta elettronica si deve allegare un file in formato .pdf con indicazione del nome, cognome, affiliazione del proponente, una breve sintesi dell’intervento (massimo 3000 battute spazi inclusi, compresa l’eventuale bibliografia) e un breve profilo biografico (massimo 500 battute).
Il comitato comunicherà tramite posta elettronica l’accettazione o meno delle proposte entro il 15/11/2025. Il programma definitivo del convegno sarà pubblicato sul sito del corso di dottorato (https://phd.uniroma1.it/web/scienze-del-testo-dal-medioevo-alla-modernita-filologie-medievali-paleografia-studi-romanzi_nd3566.aspx) non oltre il mese di dicembre.
Comitato scientifico
Giulia Lucchesi, Silvia Nocentini, Carlo Pulsoni, Giovanna Santini, Gaia Tomazzoli, Giulio Vaccaro, Alessandro Zironi
Comitato organizzativo
Martina Andriani, Andrea Biagiotti, Jacopo D’Alleva, Emanuela Monini, Virginia Sebastiani, Paola Valentina Siracusa, Marta Tomassetti, Michela Verrando
L'autore
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