Il volume raccoglie alcuni contributi di studiosi e ricercatori dell’università La Sapienza intorno al genere bibliografico dei libri animati. L’espressione ‘libri animati’ è una sorta di termine-ombrello che abbraccia tipologie librarie e meccanismi cartotecnici assai diversi tra di loro, sebbene accomunati da alcune caratteristiche e funzionalità, tra cui quelle di travalicare i limiti della testualità in senso stretto e di attivare codici di fruizione differenti, ma non alternativi tra loro (lettura, visione, manipolazione). Tecnicamente si tratta di quei manufatti librari, creati con finalità di utilizzo anche assai dissimili tra loro (ad esempio, didattiche, mnemoniche, ludiche, divinatorie), che racchiudono al loro interno dispositivi mobili, meccanici o paratestuali, che richiedono e sollecitano l’interazione del lettore. L’interattività si manifesta principalmente con il movimento di uno o più elementi del supporto cartaceo, che conferisce al libro effetti visivi bidimensionali, tridimensionali, cinetici, di dissolvenza e altro.
Nel corso della storia sono cambiati, e non poco, non solo i meccanismi ingegnati ma anche i destinatari dei libri interattivi. I manoscritti e i primi libri a stampa, ad esempio, potevano prevedere soprattutto due congegni meccanici, i flap e le volvelle, che trovarono largo impiego in alcuni settori del sapere scientifico (astronomia, astrologia, anatomia, ecc.) e si rivolgevano elettivamente a un pubblico di lettori adulti e acculturati. Dalla fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, il contesto storico, economico e culturale profondamente mutato aprirà la strada a una nuova imprenditoria editoriale e i libri animati, ormai destinati prevalentemente al mondo dell’infanzia o al sapere tecnico, utilizzarono invece una più vasta e ingegnosa gamma di dispositivi e di soluzioni cartotecniche.
Libri animati fra studio, ricerca, tecnica e creazione intende, dunque, indagare la mobilità del libro, nell’accezione fisica e concettuale appena illustrata, prendendo a riferimento alcuni testi, antichi e moderni, che hanno impiegato l’interattività come complemento figurativo ed epistemologico di alcune discipline scientifiche, impartite nelle nostre Facoltà. Infatti, gli esempi che gli autori illustrano nei loro contributi attingono prevalentemente dalle collezioni bibliografiche della Sapienza e della Biblioteca universitaria Alessandrina e saranno oggetto di un’esposizione che si terrà presso il Museo Laboratorio dell’Arte Contemporanea (MLAC) nella primavera del 2025 (Gianfranco Crupi).
[Il libro è edito grazie ai finanziamenti del Bando di ricerca 2020 di Sapienza Università di Roma].
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