L’immagine di copertina è di Enrico Pulsoni A proposito del Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, Gianfranco Contini osservava che sul testo si è esercitata «tanta giostra di sottigliezza ed erudizione combattuta dai più dialettici ingegni della filologia italiana». Di conseguenza, è forse consigliabile rifuggire dalla tentazione di inverare inediti percorsi esegetici. Tenterò piuttosto, anche… Continua a leggere Alcune riflessioni sul motivo della celebrazione in poesia: dal Cantico di San Francesco alla lirica del Novecento
Autore: Roberto Rossi Precerutti
Roberto Rossi Precerutti è poeta, scrittore e saggista. Nel 1982, ventinovenne, dopo alcuni anni trascorsi a Parigi e al termine di studi universitari conclusi con una tesi in medievistica, Roberto Rossi Precerutti pubblica una raccoltina poetica, Entrebescar, che riversa in forme brevi o chiuse – la seconda parte è tutta formata da sonetti – la sua profonda conoscenza della letteratura francese, e soprattutto della poesia provenzale. Se ad Arnaut Daniel e ad altri trovatori sarà poi dedicata una parte cospicua della sua futura attività di critico, l’insistenza su una forma poetica in cui la regolarità metrica coincide con una clausura del senso emerge, con singolare coincidenza cronologica, nello stesso anno, il 1982, nel quale Medicamenta di Patrizia Valduga, seguito di lì a poco da Rame di Gabriele Frasca, dà l’avvio al fenomeno del neometricismo (quello dei giovani, s’intende, perché Zanzotto e Sanguineti, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, praticano anche loro sonetti e strofismi regolari).
A una serie di libri pubblicati presso Crocetti (tra i quali: Una meccanica celeste, 2000, Premio Lorenzo Montano 2001; Rovine del cielo, 2005, Premio Mondello 2006; La legge delle nubi, 2012; Rimarrà El Greco, 2015, finalista Premio Viareggio 2015) si sono aggiunti quelli usciti per Neos edizioni (Vinse molta bellezza, 2015; Verità irraggiungibile di Caravaggio, 2020, finalista Premio Viareggio 2020; Il sogno del cavaliere, 2021, finalista Premio Guido Gozzano; Lo sgomento della grazia, 2022; Voci per un’ingannevole pace, 2024), per Aragno (Fatti di Caravaggio, 2016, finalista Premio Viareggio 2017; Un impavido sonno, 2019, finalista Premio Viareggio 2019; e ora Genio dell’infanzia cattolica, 2021), e per MC (Lungo fiumi di luce, 2024). Dirige la collana La Mandetta di Neos edizioni, per la quale ha curato, tra l’altro, l’edizione dei testi teatrali La caccia, Nella tana di Luigi Lo Cascio (2012), Ades. Tetralogia del sottosuolo di Giancarlo Pontiggia (2017). Tra le altre pubblicazioni, si segnalano il saggio O poca nostra nobiltà di sangue. Le rimosse origini piemontesi di Ernesto Rossi (2020), San Giacomo di Stura. Un monastero medievale alle porte di Torino (2021), le traduzioni dei Sonetti funebri di Luis de Gongora (2023) e del Bestiario o Corteggio di Orfeo di Guillaume Apollinaire (2024).
