Ci sono moltissimi rapporti possibili tra l’arte del linguaggio e l’arte della parola. Ma tra queste, credo che la fotografia e la poesia in particolare modo possiedono una parentela molto stretta. Si tratta di uno sguardo immediato e significativo nel suo insieme. Si tratta della proposta di un punto di vista che forse vedono anche altri, diversamente. Mi sembra che il contatto tra le due – anche in quei casi in cui l’una accompagna l’altra, nelle diverse combinazioni possibili – sia estremamente spontaneo e fruttuoso.
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Marco Vitale intervista Giancarlo Pontiggia
Volevo un titolo che dicesse qualcosa di significativo sulla poesia, e soprattutto sulla poesia contemporanea, che vive, come ben sai, uno strano paradosso: da una parte una grande fioritura di poeti e di linguaggi; dall’altra una condizione di marginalità che non è tanto dovuta ai pochi lettori (pochi, i lettori di poesia, sono sempre stati) quanto alla scarsa o incerta considerazione di cui gode da qualche decennio presso i media e le istituzioni.
Paolo Valoppi intervista Valério Romão
Valério Romão (1974) è poeta, traduttore e scrittore. Ha pubblicato i romanzi Autismo (2012) e Quello che è successo a Joana (Roma, Caravan edizioni, 2017, traduzione di Vincenzo Barca) che, nelle intenzioni dell’autore, dovrebbero far parte di una trilogia intitolata Paternidades falhadas (Paternità mancate), e le raccolte di racconti Facas (2013) e Da família (2014). Autismo è stato recentemente… Continua a leggere Paolo Valoppi intervista Valério Romão
Anna Belozorovitch intervista Josip Osti
La Storia del mondo è prevalentemente la storia delle guerre. La storia insegnata a scuola è scritta da storici, i quali esaltano gli imperatori e i sovrani. Non è possibile trovare l’uomo comune in quella Storia. Ma la letteratura, invece, parla di uomini comuni. Lo fa la poesia come la prosa. È per questo che io amo la letteratura più della Storia.
Giulia Falistocco intervista Christian Uva
Anche nel nostro paese produttori e registi devono invece capire che, messi in atto i dovuti accorgimenti contro la pirateria, lo streaming più o meno contemporaneo alla sala, invece di ucciderlo, salverà il cinema. Rispetto alla possibilità di una fruizione su diverse piattaforme, per quanto possa capire che a molte persone non piaccia, personalmente lo ritengo un’ottima sperimentazione. Tuttavia ci sono mille valutazioni da fare, soprattutto di ordine politico ed economico.
