Francesca Di Meglio si è laureata in Lingue e Letterature Orientali presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli. Ha conseguito un master in Letteratura giapponese presso l'Università di Kyoto, dove ha vissuto per tre anni, poi ha seguito il marito in Paraguay. Qui ha lavorato come insegnante, interprete e traduttrice. Introdotta alle peculiarità della cultura e… Continua a leggere Attilio Castellucci intervista Francesca Di Meglio
Categoria: L’arte del tradurre
Carlo Pulsoni intervista Simona Cives
L'obiettivo della Casa delle Traduzioni è quello di qualificare il lavoro del traduttore mettendo a disposizione dell'utenza una biblioteca specializzata, e promuovere la diffusione della lingua e della letteratura italiana nel mondo offrendo ai traduttori stranieri una foresteria. Presso la biblioteca si svolgono inoltre numerose attività: laboratori di traduzione, presentazioni di novità editoriali, incontri che affrontano varie tematiche inerenti alla traduzione.
Il fantasma della traduzione. Lorena Paz López intervista Javier Calvo
Si pubblicano pochi libri sulla traduzione in generale e quasi tutti quelli che si pubblicano sono accademici, all'interno di case editrici specializzate, e di solito sono libri di teoria della traduzione o libri tecnici, manuali. Libri di divulgazione sulla traduzione letteraria ce ne sono pochi e nel mondo ispanico quasi affatto.
Per i 400 anni di Shakespeare. Il sonetto 33 come certamen traduttivo
Shakespeare era ancora in vita, non solo, ma all'apice del successo (quarantacinquenne, nei tre precedenti anni aveva concluso Otello, Re Lear, Macbeth e Antonio e Cleopatra), eppure parve ignorare la pubblicazione, tanto da ingenerare il sospetto che fosse avvenuta a sua insaputa, piratescamente.
Il Lapis del falegname e i lapsus del traduttore: a proposito della prima traduzione italiana del libro di Manuel Rivas
Da scrittore galego, fiero di scrivere solo in galego, Rivas viene quindi presentato nella traduzione italiana come uno degli autori più rappresentativi della narrativa spagnola, e scusate se è poco...
