Non credo molto a un giornalismo “imparziale”: della realtà, vediamo soltanto quello che siamo preparati a vedere, e ogni sguardo è diverso, condizionato dalle nostre esperienze. Penso, quello sì, che il giornalismo debba essere “onesto”, raccontando ciò che si vede, anche se non ci piace. Non credo nemmeno che il romanzo sia una costruzione narrativa dell’io.
Categoria: L’Italiano
Maristella Petti intervista Vera Gheno
essere una sociolinguista mi ha resa più attenta a cogliere – e cercare di rendere – le differenze di tono, di stili, di dialetti che magari incontro nell’originale.
Alessandra Cutrì intervista Claudio Giovanardi
Claudio Giovanardi illustra alcuni aspetti del dialetto romanesco e del repertorio linguistico degli italiani di Roma, fra diastratia, diafasia e diacronia, con riferimenti al progetto del Vocabolario del Romanesco Contemporaneo.
Maristella Petti intervista Daniele Petruccioli
Cercando di stringere al massimo, direi che il traduttore di letteratura è una persona che si occupa di far entrare nel nostro immaginario collettivo immaginari altrui. Per farlo, deve conoscere molto bene due sistemi linguistico-culturali, allo scopo di romperli. Gli scrittori inventano la lingua, i traduttori devono ricomporre questa invenzione.
Debora Vitali intervista Marco Scalabrino
il Poeta, oggi più che mai, è cittadino del mondo. I Poeti dunque, dialettali o meno, hanno il dovere della responsabilità; non possono e non debbono essere “estranei” alle vicende sociali e politiche né del loro proprio paese né del mondo intero. Il futuro dell’uomo e quello del poeta sono indissolubilmente legati; se il mondo crolla crolla per tutti, lui compreso.
