Fiorenzo Toso si sofferma sullo stato dei dialetti e delle minoranze linguistiche in Italia oggi e sulla concezione stessa di dialetto e di lingua minoritaria. Fra i temi trattati, il lascito del genovesenelle lingue del Mediterraneo e non solo, le lingue polinomiche e la lingua delle relazioni di missionari italiani in Africa nei secoli XVII-XVIII.
Categoria: L’Italiano
Paolo Silvestri intervista Franco Pierno
Franco Pierno si è laureato in lettere a Pavia e ha conseguito un dottorato in filologia romanza a Strasburgo. Dopo aver insegnato in Francia e Svizzera, è ora docente presso l’Università di Toronto. Il suo campo di specializzazione è la Storia della lingua italiana, con un’attenzione particolare per la relazione tra lingua e religione. Nel… Continua a leggere Paolo Silvestri intervista Franco Pierno
Alessandra Cutrì intervista Francesco Granatiero
Francesco Granatiero racconta la sua personale esperienza di poeta in dialetto mattinatese “reinventato”, con considerazioni sui motivi ispiratori della sua poesia, sul pubblico dei lettori e, inoltre, sulle traduzioni dialettali di opere poetiche in lingua italiana.
Erinda Islami intervista Gëzim Hajdari
Ho scritto in mezzo ai rovi e sugli alberi nudi, fra i monti sparuti della mia terra matrigna; ho scritto sui dirupi e lungo i torrenti. Fare il contadino della poesia vuol dire rispecchiarsi negli occhi della mucca, vuol dire guadagnare il piatto quotidiano col sudore della propria fronte, ricostruire il tempio della parola distrutta dagli eunuchi del minimalismo sterile. Vuol dire scrivere sul proprio corpo e con il proprio corpo, scegliere l’esilio invece di servire il potere. Se in Albania ho svolto vari mestieri lavorando come operaio, in Italia ho lavorato come pulitore di stalle, zappatore, manovale, aiuto tipografo. Chi è nato contadino, nasce già poeta.
Roma non fu fatta in un giorno: nascita di un programma d’italiano negli Stati Uniti
Nel 2010, l'MLA (Modern Language Association), ovvero l'associazione americana delle lingue straniere, diffuse una relazione relativa all'anno precedente in cui si evidenziava come l'italiano fosse una delle lingue più studiate nelle università statunitensi dopo lo spagnolo, il francese, il tedesco e la lingua dei segni, con un aumento pari al 3% rispetto al 2006 (Furman, Goldberg e Lusin: Enrollments in Languages Other Than English in United States Institutions of Higher Education).
