L'obiettivo della Casa delle Traduzioni è quello di qualificare il lavoro del traduttore mettendo a disposizione dell'utenza una biblioteca specializzata, e promuovere la diffusione della lingua e della letteratura italiana nel mondo offrendo ai traduttori stranieri una foresteria. Presso la biblioteca si svolgono inoltre numerose attività: laboratori di traduzione, presentazioni di novità editoriali, incontri che affrontano varie tematiche inerenti alla traduzione.
Categoria: L’Italiano
Il fantasma della traduzione. Lorena Paz López intervista Javier Calvo
Si pubblicano pochi libri sulla traduzione in generale e quasi tutti quelli che si pubblicano sono accademici, all'interno di case editrici specializzate, e di solito sono libri di teoria della traduzione o libri tecnici, manuali. Libri di divulgazione sulla traduzione letteraria ce ne sono pochi e nel mondo ispanico quasi affatto.
Marco Paone intervista Daniel Cundari
Ho vissuto per tanti anni all'estero, ma sono anche molto presente nel tessuto sociale della mia terra. La letteratura in Calabria è politica, teatro, sangue, impegno civile, passione. Essa si scontra ogni giorno con il mito e la religione, poiché è animata dall'irrazionale e dalla magia popolare.
Costanza Lindi intervista Anna Maria Farabbi
Il dialetto per me non nasce da una scelta, sorge per necessità. Mi viene addosso. Non mi spinge a avvicinarmi a un certo lettore. Mi detta un abbassamento del canto a una fisicità terragna. Impegna me in un gesto sacrale, sì sempre, così come il canto in lingua del resto. Il paesaggio che io canto mi ritrae sì. I miei testi dialettali, tuttavia, non sono mai descrittivi, non narrano l'orografia, la fisiognomica del paesaggio.
Eugenio Barzagli intervista Edoardo Zuccato
La metafora dello scavo è appropriata al mio lavoro poetico. Si "scava" nella lingua (anzi nelle lingue, fra lombardo, italiano e inglese) per scavare nella mente individuale, in quella collettiva (cioè la storia) e nella natura. Si parte sempre dall'esperienza: il dialetto è una parte di come ho vissuto io il mondo e per restituirne il senso, a me stesso e agli altri, frugo anche lì dentro. Il gioco linguistico fine a se stesso, di avanguardistica memoria, mi interessa poco.
