Per molto tempo i dialetti sono stati comunemente considerati forme di distorsione dell’italiano, insomma un italiano parlato male perché usato dagli ignoranti. Ovviamente nulla di più sbagliato!
Categoria: scrivere nelle varie lingue d’Italia
De Andrè, il genovese
C’era in giro, insomma, una certa voglia di “dialetto”, e dubito che De Andrè non abbia tenuto conto (opportunamente, non opportunisticamente, sia chiaro) di questo clima, nel momento in cui decise di avventurarsi nell’uso del genovese.
Alessandra Cutrì intervista Claudio Giovanardi
Claudio Giovanardi illustra alcuni aspetti del dialetto romanesco e del repertorio linguistico degli italiani di Roma, fra diastratia, diafasia e diacronia, con riferimenti al progetto del Vocabolario del Romanesco Contemporaneo.
Debora Vitali intervista Marco Scalabrino
il Poeta, oggi più che mai, è cittadino del mondo. I Poeti dunque, dialettali o meno, hanno il dovere della responsabilità; non possono e non debbono essere “estranei” alle vicende sociali e politiche né del loro proprio paese né del mondo intero. Il futuro dell’uomo e quello del poeta sono indissolubilmente legati; se il mondo crolla crolla per tutti, lui compreso.
Alessandra Cutrì intervista Fiorenzo Toso
Fiorenzo Toso si sofferma sullo stato dei dialetti e delle minoranze linguistiche in Italia oggi e sulla concezione stessa di dialetto e di lingua minoritaria. Fra i temi trattati, il lascito del genovesenelle lingue del Mediterraneo e non solo, le lingue polinomiche e la lingua delle relazioni di missionari italiani in Africa nei secoli XVII-XVIII.
