Non vorrei pontificare al rispetto, perché penso che non tutti debbano trovare consolazione nei libri. Infatti, a volte mi danno fastidio certe congetture che si celano dietro la promozione istituzionale o mediatica della lettura. Innanzitutto perché spesso l'incitamento alla lettura sembra partire dal presupposto che la gente non legge, quando probabilmente nel corso della storia mai si è letto così tanto e attraverso così tanti mezzi e formati come oggi. Immagino che sia un modo per invogliare le persone a leggere alcuni libri e non altri, alcune cose e non altre.
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Gabriele De Veris intervista Gino Roncaglia
Credo che la riduzione dell'IVA sugli e-book sia importante soprattutto per una questione di principio: riaffermare l'idea che, se i libri su carta sono prodotti che meritano un trattamento fiscale agevolato per il loro rilievo culturale e sociale, allora la stessa considerazione si deve applicare anche agli e-book. E' questo, credo, il senso corretto che si dovrebbe dare alla campagna #unlibroèunlibro.
Massimiliano Tortora intervista Romano Luperini
Romano Luperini ha insegnato letteratura italiana contemporanea all'Università di Siena. È critico letterario, teorico, esperto di didattica e romanziere. Oltre agli innumerevoli interventi su Verga (da Tre tesi sul Verga, 1968, a Pessimismo e verismo in Verga, 1971, fino a Verga moderno, 2005), ricordiamo tra le sue pubblicazioni Allegoria del moderno (1990), Il dialogo e… Continua a leggere Massimiliano Tortora intervista Romano Luperini
Carlo Pulsoni intervista András Maros
András Maros (1971) è uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore di Budapest, in Ungheria. In patria è uno degli autori più noti della sua generazione. È autore di oltre 250 pubblicazioni su riviste letterarie, settimanali e quotidiani ungheresi. I suoi due romanzi e le tre raccolte di racconti sono stati pubblicati dalle più prestigiose case editrici,… Continua a leggere Carlo Pulsoni intervista András Maros
Paola Cadeddu intervista Lyonel Trouillot
Ciò che dobbiamo insegnare è il dubbio, e esplorare con loro questa tensione tra senso e forma, tra reale e immaginario che costituisce, ai miei occhi, la necessità della letteratura.
