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Ricordo di Marelisa Cuccia  

Un tempo una Donna appena scomparsa veniva ricordata per le virtù irradiate nel cerchio della famiglia, nell’ambiente in cui aveva vissuto in continuità fino alla fine. Il caso di Maria Elisabetta Cuccia (Marelisa) (11.X.1941-24.XI 2022) è diverso, sia perché la sua esistenza è stata segnata da cambi radicali da un luogo all’altro d’Italia e d’Europa, impegnata ogni volta a incidere con la sua forte personalità sulle azioni in cui credeva. Da Padova, dove aveva coltivato da giovane studi giuridici, specializzandosi poi con successo nell’interior design divenendo nel campo un’affermata specialista, alla svolta condivisa col compagno Franco Tagliapietra. mettendo radici negli anni Ottanta del secolo scorso in un angolo della Toscana etrusca presso il borgo di Sarteano (Siena). Chi visita oggi il sito Abbazia di Spineto in Val d’Orcia, sfiora la cornice di quella che è stata un’Impresa culturale e imprenditoriale dalla forte risonanza ecologica del tutto speciale, concepita e costruita interamente da Marilisa e Franco negli ultimi quarant’anni. La vicenda assomiglia a una favola evocata dalla stessa Signora Cuccia nella conversazione apparsa su «Insula europea» a commento del suo contributo al volume splendidamente illustrato L’Abbazia di Spineto. Storia, architettura territorio, restauro: La vita mille anni dopo, a cura di Patrizia Balenci e Federico Franci (Edizioni Abbazia di Spineto – incontri e studi 2007).

Al primo contatto con il sito ubicato a undici chilometri da Sarteano sulla strada per Radicofani – colei che alcuni residenti locali avevano preso a chiamare affettuosamente la ’Badessa’ -, confessava di averlo sentito carico di energie positive, e fu questa folgorante impressione a indurla assieme al compagno Franco, noto imprenditore padovano, a immettere nuova vita nelle pietre della millenaria Abbazia vallombrosana, restaurandola nel rispetto dell’impianto originario e facendone un centro operoso di ricerca improntato alla qualità e alla filosofia del riuso, in modo conforme alla regola benedettina ”ora et labora”, laicamente all’insegna di tre concetti: verità, rispetto e coerenza. Lei li riassumeva così: «“Verità” perché abbiamo accettato ciò che il tempo ha lasciato in questo luogo, senza aggiungere alcunché di rifatto, quindi falso, lasciando individuare chiaramente la data contemporanea degli interventi necessari operati sulle strutture. “Rispetto” perché ogni testimonianza anche la più piccola della vita dei monaci è stato conservata, valorizzata o quanto meno evidenziata. “Coerenza” perché abbiamo scelto per la rinascita – mi piace questa definizione! – solamente attività che in qualche modo si ricollegano al passato, sia per quanto riguarda i contenuti che per lo schema organizzativo. Un illustre urbanista, il Professor Corrado Beguinot definisce le Abbazie “siti del fare e del pensare”, ed oggi è proprio così come mille anni fa; questo è stato il nostro sogno mentre restaurando le pietre, cercavamo la “chiave” per ristabilire un equilibrio e una connessione tra passato e futuro. Se un tempo l’Abbazia fu un punto di riferimento per lo studio e la conoscenza, noi oggi ci impegniamo per distribuire cultura, organizziamo incontri interdisciplinari di scienza, arte e spiritualità, ospitiamo eventi di alto livello scientifico e stage di formazione con una formula di ospitalità diffusa che non abbiamo esitato a chiamare “campus”. Se l’Abbazia era un centro di operosità agricola sotto l’insegnamento e la guida dei monaci, oggi le terre che si estendono per oltre ottocento ettari sono coltivate con massima apertura all’innovazione e al tempo stesso, vigile attenzione alla integrità del paesaggio e dell’ambiente adottando metodi di coltivazione biologica».

Alla domanda se c’è spazio per la creatività artistica nelle iniziative di Spineto, Marilisa rispondeva: «Queste terre offrono gli scenari più adatti ad esprimere l’arte nelle sue molteplici forme […] Ancora prima che il restauro fosse terminato, giovani attori frequentavano laboratori di teatro fortemente voluti dalla regista Maria Claudia Massari e da me, con sistemazioni quasi di fortuna, mentre tutto era un work in progress. La Compagnia Corps rompu nel 1993 mise a Spineto “le tende del cuore” come le definì felicemente Maria Claudia e da allora migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo hanno vissuto qui esperienze indimenticabili, catturando l’energia del luogo, sotto la guida di grandi maestri di teatro e teatro-danza. Accanto ai laboratori di formazione e specializzazione teatrale, da un anno col regista Marco Filiberti è nata un’altra realtà: “Le vie del teatro in terra di Siena” per la produzione di spettacoli e il paesaggio sconfinato della Val d’Orcia offre uno straordinario scenario naturale. La musica di ogni epoca, dal barocco al jazz, concerti, laboratori di ricerca hanno attraversato in questi anni gli spazi di Spineto. Il Confinenensemble lo considera da oltre vent’anni un luogo eletto dove sperimentare, suonare e registrare. E così, mostre di arti visive, laboratori di artigianato artistico, incontri aperti ad ogni input proveniente da molteplici fonti creative, in un continuo eccitante succedersi».

Queste schiette confessioni risalgono a non molti anni or sono, quando lo stato di salute di Marelisa verso il quale praticava una stoica indifferenza, le avevano consentito di aprire il “campus” ad una raggiera di programmi a beneficio della comunità del territorio, in particolare dei bambini. Assieme al Dottor Giorgio Ciacci, medico di Sarteano, prese forma «Mangiocando», un progetto di educazione alimentare di alunni della terza e quarta classe della scuola primaria. Nella vasta cucina del corpo residenziale dell’Abbazia, impastando farine, scoprendo i poteri del lievito, i tempi di cottura della pasta e del pane, imparando a conoscere la famiglia dei cereali e poi visitando il giardino dei semplici dove ogni singola piantina era curata personalmente dalla signora dell’arometo, i bimbi dei Comuni di Sarteano, Cetona, San Casciano dei Bagni, e poi quelli coinvolti nelle attività di educazione alimentare promosse dall’Associazione Elea diretta da Giorgio Ciacci a San Quirico d’Orcia, sono stati educati ad una crescita qualitativa i cui principi attuativi secondo i due eminenti scienziati, il fisico Fritjof Capra, fondatore del Center for Ecoliteracy a Berkeley, California, e Hazel Henderson, teorica e promotrice della Green Economy, sono formulati nell’omonimo pamphlet pubblicato da Aboca, la benemerita azienda di Borgo San Sepolcro, produttrice di farmaci 100% naturali. Il progetto che ha legato Marelisa Cuccia al fondatore di Aboca Valentino Mercati e al figlio Massimo amministratore delegato, autore dell’opera-Manifesto L’impresa come sistema vivente (Aboca, 2020), occupa un capitolo a sé tra le feconde iniziative di Abbazia di Spineto – Incontri e Studi: l’istituzione di un Premio internazionale di ecologia umana col patrocinio del Comune di Sarteano conferito annualmente a uno scienziato, un imprenditore, un artista i cui interventi originali abbiano un’impronta marcatamente ecologica. «L’intento del premio – nelle parole di Marelisa – è stato di dare un segnale che parte dal basso, dal cittadino privato che sente le istanze dell’ambiente e non vuole considerare la sua salvaguardia un problema affidato soltanto ai grandi sistemi da affare pubblico ma come un’esigenza vitale di cui ognuno di noi vuole farsi carico per quello che gli compete. Nell’ecologia definita “umana” il valore fondamentale aggiunto, sta nella concezione di un rapporto tra uomo e ambiente in cui quest’ultimo è visto non più come un’entità separata, ma è riconosciuto intrinseco a una sinergia olistica». Memorabile nel 2013 fu il conferimento del premio a Fritjof Capra, lo scienziato, teorico dei sistemi e convinto ecologista, autore di Il Tao della fisica, l’opera che a metà degli anni Settanta del Novecento era stata antesignana del controverso incontro tra fisica e spiritualià. Nella rosa dei premiandi quell’anno, il nome che prevalse fu quello di Capra, su suggerimento del farmacologo goriziano e consulente di Aboca Bruno D’Udine, amico spinetino di lunga data. Nei mesi precedenti, grazie alla collaborazione del dirigente scolastico dei Licei Poliziani a Montepulciano, Prof. Marco Mosconi e della vice-Preside Prof.ssa Daniela Melosi, l’analisi di svariate opere capriane e in particolare di La rete della vita (trad.it. 1996) fu assegnata come un tema da svolgere agli studenti di terza, quarta e quinta, e un’apposita Commissione di docenti s’incaricò di premiare i dieci elaborati migliori. Il 19 ottobre, sul palco del Teatro degli Arrischianti a Sarteano, i dieci ’eccellenti’ assistettero emozionati a una magnifica lezione del Prof. Capra rivolgendogli domande puntuali e gli applausi scroscianti del pubblico e delle scolaresche al completo resero l’edizione del Premio 2013 un evento memorabile. Ma nel dicembre dell’anno successivo una sciagura si abbatté sull’Abbazia di Spineto: la morte improvvisa in un incidente di Franco Tagliapietra. Nella sua immensa sofferenza, Marelisa sentì che il modo più giusto di onorare il compagno fosse di dedicargli un documento per immagini, suoni e silenzi delle “terre e il cielo” dell’Abbazia di Spineto intitolato Tracce, allestito con il concorso degli amici più stretti: «Fortunato colui che lascia tracce nelle sue opere e nel cuore delle persone che incontra», era stato il laconico addio di Marelisa all’alleato e al complice di una favola vicina temporalmente a dissolversi con la scomparsa della stessa Marelisa otto anni dopo, il 24 novembre 2022.

L’ultimo lungimirante progetto sostenuto da lei fu la nascita dell’Istituto per la Valorizzazione delle Abbazie Storiche della Toscana, e si deve all’Avvocato Paolo Tiezzi Maestri della Stella, bibliofilo raffinato, fondatore della Società Bibliografica Toscana e delle Edizioni omonime, la direzione entusiasta e pugnace di una istituzione presto irradiatasi fuori dei confini regionali con legami nazionali e internazionali di grande promessa. Ancora una volta furono Spineto e Marelisa, vice-presidente dell’Istituto, a dare il battesimo a questo progetto descritto nel suo divenire dal Bollettino mensile ricevuto dai soci.

A Marelisa Cuccia che fu amabile padrona di casa del convegno internazionale dedicato a mio marito: «Semi di ecologia umana nel pensiero olistico di Elémire Zolla» (febbraio-marzo 2014), mi ha legato un’amicizia di mente e di cuore, momenti di comunione e commozione nei giorni incandescenti delle attività spinetine e in quelli terminali accanto a lei sofferente ma illuminata da un sorriso incrollabile. L’hanno assiduamente assistita i figli Stefano e Andrea, le loro compagne Cristiana e Paola, la sorella Raffaella e il marito Sandro, il leale amico e medico personale Giorgio Ciacci e il popolo fedele di Spineto, silenzioso e attonito nelle ore del trapasso. Si è in molti ad auspicare che un ultimo premio, nella forma di un semplice, dovuto omaggio in memoria, venga conferito a Maria Elisabetta Cuccia nel corso del 2023. Confidiamo che questo appello al valoroso Sindaco di Sarteano Francesco Landi, testimone e alleato di ciò che accadde sotto il cielo e sulle terre dell’Abbazia millenaria, che ebbe in sorte di rinascere nel transito dal Novecento al nuovo, indecifrabile millennio, non resterà inevaso.

L'autore

Grazia Marchianò
Grazia Marchianò
Grazia Marchianò, filosofo , orientalista, già professore ordinario di Estetica e Storia e Civiltà dell’India e dell’Asia orientale all’Università di Siena-Arezzo,dottore honoris causa presso la Open University, Edinburgo, ha dato un forte impulso alla conoscenza di pensatori asiatici nei circoli accademici italiani. Ha pubblicato qualche centinaia di saggi sull’estetica e il pensiero di Oriente-Occidente e oltre una decina di opere in volume presso vari editori. Dopo il sodalizio di un quarto di secolo con Elémire Zolla (1926-2002), cura e analizza l’Opera omnia dello scrittore presso l’editore Marsilio (Venezia). Ha donato la biblioteca zolliana di oltre 9800 volumi all’Accademia Vivarium novum, Villa Falconieri (Frascati). Contribuisce regolarmente ai convegni internazionali della Fondazione ERANOS, Ascona. Il titolo più recente nella sua bibliografia è Interiorità e finitudine: la coscienza in cammino. Orizzonti eurasiatici (Rosenberg§Sellier, Torino 2022) al quale sarà assegnato il premio letterario Montale Fuori Casa nel corso del 2023.