Per me la fotografia è sempre stato un modo per rapportarmi agli altri e nello steso momento “viaggiare” dentro me stesso: dentro le mie ossessioni e le mie paure, per esorcizzarle e superarle. Insomma un modo per entrare in contatto con il mondo e ri-conoscerlo.
Categoria: a proposito di…
L’arte al servizio della pace. Carlo Pulsoni conversa con Tiziano Panconi
L'Italia, in quanto nazione depositaria di un ricchissimo patrimonio culturale, dovrebbe evidenziare sempre di più iniziative atte a tutelare l'Arte sotto ogni prospettiva. Risponde a questa esigenza l'incontro che si terrà a Roma (27-28 maggio) di una delegazione di diciassette illustri storici, provenienti da ogni parte del mondo, chiamata “International Conference for Culture Art, and… Continua a leggere L’arte al servizio della pace. Carlo Pulsoni conversa con Tiziano Panconi
Sei vie per Santiago: Carlo Pulsoni intervista Lydia B. Smith
In America, il Cammino non è molto conosciuto come qui in Europa e non ci sono così tanti pellegrini. Durante le proiezioni in America, solo un 15-20% della gente che veniva a vedere il film aveva già affrontato il Cammino, mentre un 50% del pubblico voleva informarsi e aveva intenzione di svolgere questa magnifica esperienza.
Ipermodernità: Tiziano Toracca dialoga con Raffaele Donnarumma
Quello che ci si ripresenta ora è una specie di modernità unilaterale, impazzita, cioè eccessiva e ansiogena. Le ossessioni della modernità (come quella del nuovo) ci si ripresentano come inevitabili e routinarie, e insieme sono venuti meno i correttivi che la modernità aveva pensato: non c'è più nessun orizzonte rivoluzionario, non abbiamo utopie, l'altro è insieme un fantasma terribile e qualcosa pronto a dissolversi nel niente.
Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda: Alessandro Zironi conversa con Claudio Giunta
Voglio dire: la solitudine appenninica e quella islandese sono la stessa cosa, lo stesso concetto, ma almeno per me la grana del concetto è diversa; negli Appennini non mi sento fuori dal mondo, in Islanda sì. Ed è questa la sensazione che si compendia nella parola 'solitudine': non 'starsene da soli' ma 'non stare nel mondo'.
