L’Italiano fuori d’Italia

Cinzia Franchi intervista Antonio Donato Sciacovelli

La questione del fascino italiano è insieme complessa, interessante ma forse troppo dibattuta nei nostri ambienti: da un lato è comprensibile che per ragioni storiche, politiche, culturali, gli Ungheresi abbiano sempre guardato all'Italia, alle spinte e agli stimoli culturali che dall'Italia giungevano - e forse giungono ancora -, con ammirazione e desiderio di emulazione; non dimentichiamo che le università italiane furono il primo approdo per gli studenti magiari nel Medioevo, che i contatti politici hanno sempre funto da canali di trasmissione delle opere letterarie, della musica, del gusto per le cose belle e buone e soprattutto di quella che oggi potremmo chiamare l'immagine di un popolo.

scrivere nelle varie lingue d'Italia

Carlo Pulsoni intervista Franco Vitelli e Francesco Bruni

Quando Palumbo seppe dell'intenzione di pubblicare le sue poesie, le recitò tutte, anche se era malato, mentre il figlio Giuseppe le registrava. Si può accompagnare così la scrittura dialettale con la viva voce dell'autore, che numerose testimonianze descrivono come uomo colto e gentile, ed efficacissimo nel recitare in un gruppo di amici questo o quel testo.