Sin da molto giovane la letteratura e la poesia sono entrate nella mia vita. Ho cominciato a scrivere poesie che ero ancora bambino, e ho continuato a farlo negli anni. Sono anche stato un lettore costante e credo di aver fatto tutte le letture indispensabili per la mia formazione di scrittore.
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Marco Paone intervista Carlo Bordini
Con gli anni sono diventato meno ispido. Ho imparato a non farmi dei nemici (non sempre ci riesco) e ad evitare i litigi. Ho molti amici e ricambio affetto con affetto. Il fatto è che io mi considero uno scrittore ma non un letterato nel senso proprio del termine. Non amo molto l'accademia. Le origini della mia scrittura, le molle che mi hanno spinto a scrivere sono più legate alla mia vita che a un'idea qualsiasi di letteratura.
Marco Paone intervista María do Cebreiro
A volte la letteratura è troppo umana, ma bisognerebbe provare a agire allo stesso modo della vita normale: saper festeggiare il successo degli altri e anche il proprio quando arriva, senza assegnare maggior importanza di quella che ogni successo possiede e sapendo che la scrittura è una gara sulla distanza in cui nessuna conquista varrà una volta per sempre.
Marco Paone intervista Ismael Ramos
Il modo in cui internet incide sul rapporto fra lettore e autore è qualcosa che ancora sto sperimentando e che mi affascina e terrorizza allo stesso tempo. Ci sono giorni in cui sembra come se qualcuno avesse irrispettosamente varcato la porta di casa tua, e mi sembrerebbe quasi ingiusto impedirglielo; altri giorni, sei tu che pubblichi su facebook una foto del tuo letto disfatto di mattina. È complicato.
Maria Borio intervista Franco Buffoni
Raccontare storie in poesia, senza perdere la misura lirica, è l'obiettivo che mi ha mosso alla scrittura sia di Jucci sia di Turing. Storie tutte fortemente incentrate sulla mia Bildung.
