Interventi

Dante pop e social

Come accostare i giovani lettori di oggi, social e smart per nascita, convinzione e stili di vita, a testi della tradizione letteraria, come la Divina Commedia, nati in tempi totalmente diversi e distanti da noi? Facendo scoprire loro, per curiosità e con un approccio ludico, che Dante era social e connesso …prima degli odierni social network!

Dante, infatti, è stato in corsa per tutta la vita:

  • era, di certo, un personaggio “pop” (seguito da migliaia e migliaia di follower)
  • ogni suo post o tweet (cioè, ogni suo autografo) veniva immediatamente letto, ripostato (copiato), ritwittato, condiviso, remixato (con l’aggiunta di “Mi piace”, commenti-rubriche, e reso multi-codale, con l’aggiunta di miniature e disegni)
  • scattava continuamente selfie (a sé stesso: come nel canto XXXIII del Pd, nel secondo dei tre “giri” lì presenti, nel quale egli, infatti, vede “pinta” la sua / nostra effige…: clic, ecco il primo selfie della letteratura italiana!)
  • ritraeva le anime (dannati, purganti e beati) nelle pose (selfie) identificative della loro personalità (della loro vita), in modo che potessero raccontarsi, e, così facendo, essere riconosciuti: 100 canti per 100 (e più) selfie
  • il suo “visibile parlare” ha anticipato di secoli l’odierna civiltà dell’immagine (l’homo videns di cui molti scrivono oggi, per biasimare tale abitudine a vedere più che a leggere, e per rimpiangere, pretestuosamente, una mitica età della scrittura e della lettura, senza comprendere che le quattro abilità di base – ascoltare, parlare, leggere, scrivere -, oggi, nell’era digitale e visiva, vengono potenziate dall’utilizzo dei social network, nient’affatto mortificate), quasi avesse intravisto e isolato, lui (e non il Rizzolatti), i così detti “neuroni specchio”
  • le letture pubbliche dei canti del suo poema (a cominciare da quelle tenute da Boccaccio a Firenze) erano autentici eventi.

Una vita (e un’opera), quelle dantesche, dunque, per davvero pop e social.

Il mio progetto ludico-didattico e pop, tra scuola, università, editoria, Internet, Youtube, ma anche bar, teatri, crocicchi, lidi, saloni, ecc., di rendere Dante, la lettura del suo poema, e la conoscenza complessiva della sua opera, alla portata di tutti, nasce proprio da queste radici dantesche (radici future, mi verrebbe da scrivere), già presenti nella vita e nell’opera di Dante Alighieri. Ho solo inforcato gli occhiali contemporanei, gli occhiali degli stili comunicativi multi-tasking e multi-codali dei nostri ragazzi, per mettere meglio (e più) a fuoco aspetti, dettagli e specificità già presenti nel poema dantesco (ma anche in altre Opere e in altri Classici), e per incuriosire i più giovani. La curiosità e il gioco sono sempre stati due dei pilastri del mio fare scuola.

La presenza attiva di Dante, oggi, è sorprendente e trasversale: va dalla narrativa, alla poesia, dalla cucina, alle canzoni, dal teatro, ai fumetti, dai videogiochi, al cinema, dalla lirica, ai brand pubblicitari, ecc. ecc…, ovunque. Tutto ciò mi ha spinto a scrivere di un “dantismo creativo” di terzo Millennio come fenomeno non circoscrivibile nel recinto delle mode (o del mercato), ma di una vera e propria modalità di essere della fortuna di Dante e, soprattutto, del suo poema nel nostro tempo, con uno sviluppo, in termini di quantità e qualità, che è parallelo al dantismo critico. Ci sembra di poter condividere le parole pronunciate da Eugenio Montale nel 1965 (in occasione del settimo centenario della nascita di Dante Alighieri), noto dapprima col titolo Dante ieri e oggi e poi con quello di Esposizione sopra Dante, e cioè che «resta quasi inspiegabile alla nostra moderna cecità il fatto che quanto più il suo mondo si allontana da noi, di tanto si accresce la nostra volontà di conoscerlo e di farlo conoscere a chi è più cieco di noi».

L’idea di indagare la presenza attiva di Dante nei testi delle canzoni d’autore contemporanee (da De Andrè a Gabbani); l’ideazione e la realizzazione di una Commedia in stickers, per la collana Impara Tutto Attaccando, delle Edizioni del Rosone di Foggia, con la scommessa di incuriosire e di avvicinare alla lettura non passiva del poema anche i più piccoli; come pure l’inserimento di Dante Alighieri nella collana Cri – Cri (Classici Ragazzi Illustrati), della casa editrice Progedit di Bari, accanto a testi della letteratura mondiale, con esercitazioni ludiche tra carta e digitale, al fine stimolare una visione di scambio tra questi due mondi, e non di sterile contrapposizione; l’apertura e la gestione di un canale Youtube, «Dante pop», con l’offerta di micro-filmati di un minuto e mezzo ciascuno, che serva anche come esempio di grammatica comunicativa leggera, veloce e smart, prima ancora che come ripasso di contenuti; ebbene, tutto questo nasce dall’intenzione di voler accompagnare e favorire l’acquisizione e il possesso, innanzitutto, delle abilità di base (ascoltare, parlare, leggere, scrivere), per poi portare i più giovani (ma non solo loro) a cogliere il piacere della lettura, della lettura gratuita («Leggere e Basta»), quindi, le specificità letterarie, antropologiche, culturali, storiche, di senso, ecc., dei nostri Classici.

Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, e mille altri strumenti social, comprese alcune tipologie di videogiochi, hanno ridato vita e vigore a generi e a stili della comunicazione letteraria (e no) che erano agonizzanti, se non del tutto scomparsi (elegia, sentenza, proverbio, distico, aforisma, lettera, ecc. ecc.). Il mondo della formazione (scuola, università, comunità) non può (e non deve) chiudersi fuori da questo gigantesco processo. Ma, al contrario, mettendosi in discussione, deve stare in tutto ciò, e deve favorirlo e accompagnarlo, con la riflessione e, soprattutto, con la prassi didattica, per fornire risposte “di classe” ai problemi “della classe”.

Per ampliare il dibattito e il confronto pop su e intorno a questa mia proposta culturale (e didattica), sulla «ludica Commedia», mi permetto di suggerire le seguenti risorse digitali:

  • il canale Youtube, «Trifone Gargano», in particolare, la sezione «Dante pop»

L'autore

Trifone Gargano
Trifone Gargano
Trifone Gargano è professore presso l’Università degli Studi di Bari, con l’insegnamento «Lo Sport nella Letteratura». Ha insegnato «Linguistica italiana» al Corso di Laurea Magistrale in «Scienze della Mediazione Linguistica», e «Didattica della lingua italiana» per l’Università degli Studi di Foggia, e «Storia della lingua italiana» in Polonia (Università di Stettino). È autore di numerose pubblicazioni e collabora con la Enciclopedia Treccani, con il quotidiano «Corriere del Mezzogiorno» («Corriere della sera»), e con diversi blog letterari. Realizza lezioni-spettacolo sui Classici della Letteratura italiana, ed è commentatore televisivo e radiofonico.