Mercoledì 26 febbraio è venuta a mancare Maria Gioia Tavoni, tra le grandi firme della rivista Insula europea. Grazie a lei, la rivista ha ampliato il suo pubblico di riferimento e per lei fu creata appositamente la rubrica “Libri d’artista”. Vogliamo ricordarla con i testi che precedono le versioni cartacee dei suoi scritti già pubblicati in Insula europea.
Grazie per tutto Maria Gioia, e che ti sia lieve la terra.
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Premessa [adespota, ma di Carlo Pulsoni]
Non si senta preso in giro chi legge quando scoprirà che l’autore di questa premessa afferma di non scrivere per principio premesse.
Trovandosi pertanto costretto a scriverne una detestando tuttavia le premesse, l’autore ha scelto di scrivere in terza persona. Ma allora perché scriverla? Per rispondere alla questione urge una premessa. Qualche anno fa l’autore fu contattato dal Presidente di un’Associazione di bibliofili, il quale gli comunicò d’aver invitato la professoressa Maria Gioia Tavoni come “relatrice di punta” in un convegno dedicato al Libro d’Artista. All’autore questo nome non suonava affatto e pensò subito che si trattasse del solito favore atto a compiacere qualche amico.
L’autore ebbe però l’accortezza di andare a verificare in rete chi fosse l’ospite d’onore, e gli si aprì un mondo a lui totalmente sconosciuto.
Non solo si trattava di una figura di primo piano della Storia del libro in Europa, ma era anche la promotrice di una serie di iniziative culturali in tutta Italia. Dentro di sé l’autore fece pertanto un profondo nonché inconfessabile mea culpa. Quando infine conobbe Maria Gioia, scoprì che era pure molto simpatica e generosa, al punto che iniziò a benvolere la rivista culturale coordinata dall’autore, proponendogli una serie di articoli ed interviste lette in tutte il mondo.
E chissà forse questa premessa serve all’autore, che odia le premesse, non solo per rimediare al senso di colpa della mancata conoscenza preliminare di Maria Gioia, ma anche per ringraziarla di quanto ha fatto – e si augura che farà ancora – per Insula Europea
Ai miei lettori bipartisan di Maria Gioia Tavoni
Non è solo con le interviste che si ripropongono in questa sede che mi sono lasciata tentare dal web. Dopo aver sostenuto in mille occasioni e a gran voce che solo il cartaceo avrebbe continuato ad aver senso per condurci a quella «immortalità all’indietro» che la lettura può favorire – parole del grande Eco – ho abdicato a questo assunto e mi sono consegnata alla rete con altri documenti, perfino con due libretti, uno a mia cura, e l’altro di mia completa fattura, sottraendoli alla stampa cartacea. Va tuttavia precisato che la tentazione è sortita da quando ho incrociato la rivista Insula Europea (www.insulaeuropea.eu), alla quale devo l’abiura momentanea del cartaceo. Il suo procedere mi ha convinto e il coinvolgimento mi ha procurato soddisfazioni: le interviste che ora spuntano a stampa sono state visualizzate online su larga scala. Per stamparle che motivazione dunque addurre? Non un risarcimento per sensi di colpa ma la consapevolezza, la certezza che il piacere della lettura e l’avvicinarsi a certi testi sono bipartisan e lo potranno diventare ancora di più con alcuni accorgimenti. Il doppio binario online e cartaceo mi sembra infatti la strada percorsa non solo dalle maggiori case editrici ma pure dai cosiddetti editori indipendenti, da alcuni anche di nicchia, e da agenzie culturali che vigilano affinché la produzione su due corsie non avvenga senza che l’una prevarichi l’altra o sia di impedimento per un sorpasso azzardato.
Con tali consapevolezze ho pertanto deciso di lettori dovunque possano essere, ma dedicando loro un mio pensiero sull’artigianalità della scrittura a stampa che conferisce ancora piena autonomia a pubblicazioni che si pensa nel web non troverebbero piena condivisione. Richiamo soprattutto il “fatto a mano” che sta vivendo un periodo particolarmente in auge come prova a più riprese il proliferare di iniziative dedicate a testi accompagnati da grafiche originali.
Così è per me e per taluni miei scritti.
Se la riproduzione di un dialogo può divenire intervista, e l’intervista sfociare in forme di pubblicazione anche bipartisan, sicuramente arricchisce il cartaceo, come ormai con Fausto Rossi, tipografo ma anche editore, è tradizione avvenga nella confezione dei miei libri, una grafica originale che li distanzia dal web impedito a poterla finanche sfiorare. A impreziosire i miei dialoghi con artisti di varia provenienza culturale, questa volta il libretto beneficia di un’incisione, per la precisione un’acquaforte, dovuta alla maestria di Enrico Pulsoni, artista di grande momento. Ad evocare il percorso duplice dei testi, Pulsoni si affida a quelle che sembrano sagome monche di grandi lettere dell’alfabeto, entro cui si collocano piccoli tralci di felci, penne d’oca mozze, pregnante omaggio alla scrittura che si teme tuttavia possa perdersi nell’aere. Che il significato profondo dato al recupero che questi miei scritti possa avere dunque più di uno sbocco e che la loro lettura possa avvenire pure al lume di candela.
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Premessa di Antonio Castronuovo
Essere intervistati da Maria Gioia Tavoni è un onore oltre che un piacere (m’è accaduto nel giugno 2019), e credo che adesso, dopo che ha gettato solide basi per questo suo spicchio d’interesse e la cosa ha preso piede fino a toccare i trenta episodi circa, desiderare di essere intervistati da lei può anche diventare un’ambizione. Maria Gioia colloquia con intellettuali, scrittori, incisori, pittori e con lieve pacatezza fa affiorare l’essenza del singolo intervistato. Accade anche nel genere della biografia, che però lascia più spazio all’inclinazione narrativa del biografo. L’intervista si sviluppa invece su tragitti più impervi: la domanda è insinuante, contiene più di quel che appare, ma è poi l’intervistato a far emergere immagini suggerite dal ricordo, non senza un pizzico di estro, forse anche di fantasia… Vale chiedersi perché queste interviste funzionino. A mio parere la ragione è che vi circola uno sforzo autentico di onestà intellettuale; il genere invita poi ad andare senza scorciatoie al fondo delle questioni. C’è molta verità, molta vita pulsante in questi colloqui, che nulla hanno a che vedere col genere pur fortunato delle interviste impossibili, quelle che – alcuni ricorderanno – andarono in onda a metà anni Settanta su Radio 2 e in cui figure del mondo culturale fingevano di intervistare persone scomparse: tale fu il successo da indurre Bompiani a trarne due volumi, nel 1975 e 1976, e lanciare un vero genere letterario. Ecco, Maria Gioia – autrice concreta, positiva – non potrebbe nemmeno pensare di aderire a quell’idea di radice così “letteraria”: non è possibile a chi, come lei, ama le cose che hanno un corpo: il libro in quanto oggetto con una storia materiale, le matrici xilografiche o le stampe che dai torchi ne sono tratte: le interessano le donne e gli uomini che nella vita realizzano efficaci azioni d’arte, le interessa l’azione viva di chi agisce nella propria epoca e ben guidato dal proprio talento. Appare allora scontata – dopo la prima del 2019 – questa seconda tappa editoriale, in cui l’autrice raccoglie le interviste che ha condotto lungo il 2020. Per realizzarle ha riunito una serie di figure i cui nomi andiamo a scoprire. E sono gran bei nomi.
Al lettore di Maria Gioia Tavoni
Lusingata dalle parole di Carlo Pulsoni nella sua premessa alla prima edizione di A tu per tu… – sebbene «l’autore» non ami tali paratesti – ho continuato ad avere il privilegio di pubblicare nell’illuminato spazio online di Insula Europea, altre mie interviste. È continuato pertanto, nel sito magistralmente gestito da Pulsoni, il dialogo che mi vede protagonista insieme con grandi personalità del mondo dell’arte e della comunicazione, tutti cari amici. Emerge così, grazie anche alla disponibilità degli intervistati e al loro forte spessore culturale, una narrazione che mi ha spinto a intraprendere una nuova avventura editoriale che non sia solo il secondo passo di un percorso noto, ma si caratterizzi per essere una storia sempre presente e attuale. A tu per tu…2 si propone infatti come un simposio che lasci a lungo il sapore dell’amichevole degustazione e sia sempre motivo di confronto e di dialogo. Non può mancare a questo convivio, un brindisi di ringraziamento agli amici, Samuele Di Saverio, Edoardo Fontana, Chiara Moretti che mi sono venuti in aiuto per rendere più appétissants le nuove pagine. Con la seconda silloge a stampa delle interviste uscite dall’ottobre del 2019 a oggi, si vuole, inoltre, continuare a dare vita a ciò che è rarefatto nella rete. Si offre ancora l’occasione di rendere materiale quello che non lo è, restituendo un riscontro cartaceo alle nuove interviste pubblicate, intese a proseguire la linea intrapresa con il primo A tu per tu…. Quale migliore occasione per offrire ai lettori, e a tutti coloro che sono intervenuti nella realizzazione, uno spazio per far sì che siano fruibili e tangibili pure le incisioni che accompagnano questa nuova edizione? È stato altresì possibile, nel nuovo prodotto a stampa, disporre della chiosa di un maestro della penna. A indirizzare il lettore verso l’attuale pubblicazione c’è la guida di Antonio Castronuovo, autore sempre nuovo nelle sue interpretazioni, frutto di un instancabile esercizio di conoscenza critica e di rigore espositivo. Esprimo forte gratitudine a Castronuovo per la sua lettura in filigrana dei miei incontri con personaggi celebri.
La buona accoglienza ottenuta con la pubblicazione A tu per tu…, ha incoraggiato a prevedere, della seconda silloge di interviste a stampa, un numero più consistente di copie, indirizzate a un maggiore gruzzolo di lettori. Insieme con il tipografo/editore Fausto Rossi, al quale da anni è demandata la cura editoriale di molti miei libretti, si è pensato pertanto di tirare 150 copie della nuova edizione, 50 in più rispetto alla prima uscita in due emissioni. E per non impoverire il valore di un artista costringendolo a stampare un numero alto della propria opera si è suddivisa la tiratura complessiva in 50 unità distinte, orchestrando la divisione con tre diversi poeti dell’incisione: Valeria Brancaforte, Isabella Ciaffi, Enrico Pulsoni, generosi artefici che, con il loro apporto, hanno impreziosito ogni esemplare. Se la Brancaforte ha interpretato con i suoi intensi girasoli il malinconico, definitivo distacco dall’estate e la Ciaffi ha voluto sottolineare il mio amore per la lettura permettendo di distinguere una figura dal suo inimitabile tocco informale, Enrico Pulsoni, al quale si devono le acqueforti incluse nel primo volumetto e donate con la sua consueta disponibilità, ha questa volta colto la natura che si spezza ma che, nonostante le nubi, si rigenera, un monito per uscire dal lungo periodo di isolamento dovuto anche all’incuria dell’uomo. Mentre si licenzia questo libretto, altre mie interviste giacciono esplorate dai cultori della rivista online di Carlo Pulsoni. Ci si augura di riuscire sempre a mantenere la fiducia del conduttore di Insula Europea per incrementare nel sito le conversazioni e vagheggiare, nel contempo, la possibilità di continuare a pubblicarle dando vita a una piccola collana a stampa che susciti unanime interesse.
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Premessa di Gino Ruozzi
La vita di Maria Gioia Tavoni è distinta dall’amore per l’arte e per la letteratura, sintetizzate nell’oggetto concreto e visionario del libro d’artista. I libri d’artista che studia e commenta e i libri d’artista che crea, come in effetti è anche questo terzo capitolo della fortunata serie di interviste e di riflessioni A tu per tu.
Maria Gioia ama le cose belle e vere, che rintraccia con inesauribile curiosità e propone con ammirata felicità interpretativa. Davanti alle sue domande si schiudono vite e opere esemplari nella loro capacità di illuminare il mondo attraverso il dialogo con il sempre misterioso incanto della cultura.
Grazie alla preziosa e delicata capacità maieutica di Maria Gioia incontriamo persone che ci svelano l’intensità e la profondità della loro esistenza, che è un modo per scoprire non solo l’universo che ci circonda ma anche quello dentro di noi. Fare le domande giuste significa avere a cuore e rispettare la vita degli altri e la propria, perché è prima di tutto dalle domande ben fatte che ricaviamo le sollecitazioni per crescere, a tutte le età. Per queste ragioni ogni A tu per tu di Maria Gioia è un fruttuoso confronto critico con la realtà e con quella privilegiata forma di esperienza educativa rappresentata dall’espressione e meditazione inventiva.
In queste pagine si avverte l’eco della terribile pandemia che ci ha colpiti nel 2020 e 2021. Così come la preoccupazione per il costante aggravamento delle condizioni di salute del nostro pianeta. Nelle parole di Vittorio Roda, illustre docente di Letteratura italiana nell’Università di Bologna, l’assillo per il futuro della Terra risalta in tutta la sua urgenza: «Immense aree forestali vengono distrutte, e con esse miliardi di animali che le popolano da sempre, e che un homo sapiens sempre più trascolorante in destruens condanna a morte senza pietà. L’uomo deve rientrare nei ranghi; riconoscere la sua limitatezza; deporre quella deplorevole arroganza che lo porta a ritenersi unico proprietario e amministratore della Terra». Per l’artista bellunese Graziella Da Gioz, ispirata dal paesaggio e dal poeta Andrea Zanzotto, «la luce, il colore e il segno possono trasmettere il pensiero e lo stato d’animo dell’artista» e «coinvolgere lo spettatore sul tema della natura così fragile, bellissima ma emarginata e in pericolo».
L’amore per la bellezza nelle sue molteplici manifestazioni forse potrà salvarci da un destino di distruzione. E in questa prospettiva gli speciali “libri d’artista” A tu per tu di Maria Gioia Tavoni portano il proprio fondamentale contributo di costruzione e di speranza.
A tu per tu… di Maria Gioia Tavoni
A tu per tu… 3 è l’ultimo nato della serie A tu per tu, la silloge a stampa dei miei interventi pubblicati su Insula Europea.
La stampa di questo volumetto, infatti, come è accaduto per i precedenti, nasce dal desiderio di riproporre in forma cartacea tutto ciò che ho riservato alla rivista online di Carlo Pulsoni Insula Europea (www.insulaeuropea.eu).
È passato qualche anno dal mio primo intervento su Insula Europea (Ladro di libri, professione e passione di oggi e di ieri. E domani? pubblicato online il 20 ottobre 2017) e in tutto questo tempo sembra che le numerose conversazioni che mi hanno vista interrogare grandi personalità del mondo dell’arte e dell’editoria, ma non solo, abbiano riscosso e continuino a riscuotere un certo successo nel pubblico amante delle letture online.
Peraltro il favore incontrato anche dalla veste cartacea mi ha spinto a pubblicare questo terzo volumetto, che si unisce ai precedenti, nell’arco di tempo che inizia con le interviste fatte nel 2019… per concludersi con l’intervista a Giovanni Turria, pubblicata online al termine del mese di ottobre 2023.
Lasciatemi dire che sento, avverto, che le interviste, pubblicate in forma cartacea, assumono un sapore diverso: per il formato, la carta utilizzata, la veste tipografica, le illustrazioni presenti, che trasformano quanto uscito online in una sorta di oggetto anche artistico, che potrà ancora incontrare, si spera, il gusto degli amanti della carta stampata.
In questo volume, diviso in due sezioni, oltre alle consuete Interviste, ho deciso di riservare un piccolo spazio anche a dei brevi profili biografici, presenti nella sezione chiamata Medaglioni, scritti per ricordare cari amici che non sono più e che hanno dedicato la propria vita all’arte, sezione che si conclude con una recensione di una bella mostra sulle cere bolognesi.
Com’è avvenuto per i precedenti A tu per tu, anche questo volumetto, d’accordo con il tipografo/editore Fausto Rossi, al quale va la mia riconoscenza, verrà stampato in tiratura limitata, solamente in 100 copie numerate. Tre raffinati artisti e amici lo impreziosiscono: Isabella Ciaffi, Roberto Gianinetti e Luciano Ragozzino, i quali hanno generosamente messo a disposizione la propria maestria per rendere più preziose le mie pagine. A chiosare il mio lavoro è infine intervenuto un altro amico principe della penna, Gino Ruozzi, al quale devo profonda riconoscenza.
Si spera che anche A tu per tu… 3, possa suscitare interesse in chi disporrà del libretto, e che la catena degli A tu per tu possa proseguire con altre interviste, sperando che il mio “datore di lavoro”, Carlo Pulsoni, mi ospiti ancora nella sua rivista finché potrò scrivere, per poi riunire tutte insieme le mie nugae di Insula Europea in un altro A tu per tu, prevedendo anche solo il 4. E in questo breve ma fervido cammino vorrei poter ancora aver vicino Chiara Moretti, una giovane studiosa di qualità, ottima sia come bibliografa che nei panni di bibliotecaria, capace di meticoloso editing e Fausto Rossi, nella sua duplice veste di tipografo ed editore, il quale sempre mi ha sorretto fin dal mio primissimo incontro con lui nella deliziosa cittadina Torrita di Siena.
4
Premessa di Antonio Ciaralli
Cos’è che unisce una studiosa della cultura cinese di estrazione filosofica come Amina Crisma, a Gino Ruozzi studioso di letteratura italiana dedicatosi, in specie, al genere aforistico? E Anna Maria Matteucci Armandi storica dell’architettura, nonché esponente illustre di Italia Nostra, a Sara Montani, artista poliedrica e versatile? Sono, quelli elencati, i protagonisti della quarta serie di interviste che, già pubblicate sulla rivista culturale on-line “Insula europea”, l’infaticabile e invitta Maria Gioia Tavoni ora raccoglie nel volume che sfogli tra le mani.
Le domande formulate, sempre curiose e delicate, frugano tra le fonti di ciò che poi è stato. Leggi così che, se per alcuni determinante fu – ben lo si capisce – l’incontro con maestri illuminati (nel caso di Rozzi fondamentale il “magnanimo” Fiorenzo Forti e poi, e ancor più, Emilio Pasquini, che dell’università «aveva il profumo buono»; per Crisma un ruolo di primo piano nella “svolta” sinologica ebbe Maurizio Scarpari, ma cardinale sono stati gli incontri con il “maestro di etica laica” Pier Cesare Bori, con il grande Vittorio Capecchi, suo compagno e marito e importante rimane, ancora oggi, il dialogo con il “comparativista interculturale” Giangiorgio Pasqualotto), per altri l’influsso dei magisteri, pure esistiti, rimane lontano, sullo sfondo, non tratteggiato: tale il caso di Montani, per la quale personalità come Tito Bassanesi Varisco e Guido Ballo, che pure hanno lasciato traccia evidente nell’attività svolta in seguito, sono ricordati in quanto collettivo (i «mitici anni di Brera» dove «chi più chi meno, tutti i docenti/artisti hanno dato un’impronta indelebile alla mia formazione») e così pure per l’«invitta» Matteucci Armandi (e Avogli Trotti), dalle cui parole non emergono incontri che pure dovettero avere un certo peso, come quello con Stefano Bottari.
Nella curiosità di Tavoni c’è sempre l’“uomo”: l’essere umano che svolge il suo ruolo nella società, il vincolo, meglio ancora, che lo lega agli “altri”. Che sia dedizione di analisi: «Ritieni che l’Occidente, con la sua crisi della politica e della democrazia, abbia qualche cosa da imparare?» domanda a Crisma; oppure fervore di militanza in favore della salvaguardia dei beni architettonici e artistici: di Matteucci Armandi preme ricordare che «ha contribuito non poco … a contrastare e impedire scempi non solo a Bologna». Di Montani osserva che «i linguaggi sperimentali e il “collettivo” sono inscindibili» dall’espressione artistica, mentre a Rozzi non rinuncia a chiedere «quali sono le principali sfide che ritieni il settore dell’italianistica debba affrontare nei prossimi anni e come si prepara ad affrontarle?». Ne emergono profili interessanti di intellettuali, impegnati nella conservazione della memoria familiare o nello sviluppo del dialogo interculturale e interreligioso e studio dei diritti umani e delle minoranze religiose. Ma, soprattutto, a noi piace sottolineare l’éngagement di quanti fanno dell’insegnamento uno strumento di militanza. Di Montani, Tavoni osserva: «la costante del tuo lavoro è non disgiungere l’arte dalla sua proiezione nella scuola» e ancora «con metodo sempre più consapevole, attraverso la sperimentazione, hai a lungo saldato l’attività di formazione con l’attività artistica». E l’artista risponde: «lavorare creativamente insieme ad altri, ragazzi o adulti, è stata la prassi del mio fare» nella quale «l’altro e la diversità: sono sempre stati motivo di attrazione e di attenzione». Alla sollecitazione mirata: «prima di accedere all’Università, hai insegnato per diversi anni nella scuola secondaria», Rozzi risponde con parole che certamente riuniscono, nello spirito, i quattro intervistati e la loro intervistatrice: «è stata un’esperienza fondamentale. In primo luogo, per l’incontro con gli studenti. Questo sempre, sia a scuola sia in università: sono loro il senso di tutto». E in questo noi dobbiamo riconoscere il senso profondo di questi dialoghi. Chiude il volume un “medaglione”, «frutto della collaborazione fra Katia Sassoni e Maria Gioia Tavoni», dedicato alla famiglia di stampatori d’arte con torchio a mano dei Tallone. Coronamento e richiamo, questo excursus biografico, all’interesse sempre vivo in Tavoni per la storia del libro in tutte le sue forme, di cui è stata e continua a essere strenua e determinata alfiere.
A tu per tu… di Chiara Moretti
Tutto è iniziato il 7 dicembre del 2019, data in cui Maria Gioia Tavoni ha scritto Ai miei amici bipartisan, la sua nota introduttiva al primo A tu per tu… o forse è meglio dire che tutto è iniziato quando Carlo Pulsoni e Maria Gioia Tavoni si sono incontrati per la prima volta e a seguito di ciò è nata una grande amicizia e una fervida collaborazione che ha fatto si che Maria Gioia Tavoni arricchisse con i suoi scritti la rivista online Insula Europea. Siamo arrivati alla quarta edizione di A tu per tu… i volumetti stampati che raccolgono le conversazioni di Maria Gioia con artisti, intellettuali, scrittori, incisori già pubblicate in versione elettronica su Insula Europea. Chi ha la fortuna di aver già letto i primi A tu per tu… sicuramente si è già reso conto della sensibilità e cura con cui sono state poste le domande ai tanti personaggi intervistati. Con la stessa cura e sensibilità Maria Gioia ha seguito la messa su carta delle sue interviste, come solamente un’amante dell’oggetto libro come lei può fare, dando vita a quattro preziosi libretti stampati grazie alla maestria del tipografo/editore Fausto Rossi e impreziositi dalle opere che ogni anno diversi poeti dell’incisione hanno dedicato alla plaquette A tu per tu…
Qualcuno potrebbe considerare inutile avere una versione cartacea di interviste presenti nel web e potrebbe chiedersi per quale motivo Maria Gioia Tavoni ha sentito l’esigenza di questo doppio binario per le sue conversazioni. È lei stessa a spiegarcelo nel primo di questi libretti: “ho deciso di incontrare i miei lettori dovunque possano essere, ma dedicando loro un mio pensiero sull’artigianalità della scrittura a stampa che conferisce ancora piena autonomia a pubblicazioni che si pensa nel web non troverebbero piena condivisione”. È proprio l’artigianalità una delle caratteristiche di questi piccoli libri, ogni edizione è stampata in poche copie, destinate ad amici e affezionati lettori, come se fossero delle piccole strenne natalizie che la nostra Maria Gioia offre ai suoi lettori, pubblicazioni che sembrano seguire, per la cura con cui sono state confezionate, le orme delle private press che Enzo Crea e la moglie donavano “agli amici e distribuite in occasione delle festività natalizie e di fine anno, non solo come divertissement, ma dono indirizzato a coloro che ne sapevano e potevano comprendere il valore (M.G. Tavoni, «Libri all’antica» Le edizioni dell’elefante nel panorama dell’editoria italiana (1964-2011), con il catalogo storico a cura di Federica Rossi, Bologna, Pendragon, 2024, p. 74)”, come ci racconta la stessa Maria Gioia nella sua ultima pubblicazione intitolata «Libri all’antica» Le edizioni dell’elefante nel panorama dell’editoria italiana (1964-2011).
Io ho avuto il grande onore di aiutare Maria Gioia fin dalla prima edizione di questi libretti e non posso fare altro che ringraziarla per avermi dato la possibilità, leggendo le sue conversazioni, di conoscere tanti personaggi interessanti e come lei sa sono pronta a mettermi a lavoro per il prossimo A tu per tu…
A tu per tu… di Maria Gioia Tavoni
Il Natale è alle porte e come è tradizione dal 2019 ad oggi mi accingo anche quest’anno a presentare il mio nuovo A tu per tu…
In un batter d’occhio siamo arrivati alla quarta edizione, tirata in cento copie numerate, introdotta questa volta da un caro amico, Antonio Ciaralli, e arricchita dalla maestria di 3 grandi artisti: Pietro Lenzini, Raffaello Margheri e Giovanni Turria che hanno accettato la mia richiesta di impreziosire questo librino con le loro opere.
Spero che A tu per tu… 4 possa spingervi a desiderare per il prossimo Natale un nuovo A tu per tu… e spero che possa farvi piacere sapere che ho già iniziato a preparare le mie interviste.
L'autore
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