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Pasqua significa passaggio

L’immagine di copertina è di Enrico Pulsoni

Il passaggio (non il passeggio) ha una infinità di accezioni: ho visto giorni fa il film che racconta la conquista del monte Corno; fu un’impresa epica e faticosa e per raggiungere la vetta ci furono episodi di retrocessione della scalata per mancanza di un passaggio. Oggi, trovati i passaggi e segnalati, si arriva comodamente e in poco tempo alla vetta: il passaggio è diventato una strada, e potremmo dire che tutte le vie sono un insieme di passaggi in forma di ponti, gallerie, sterramenti e così via.

Il passaggio è anche una rotta marittima, aerea o addirittura spaziale, il tutto sempre più agevole anche grazie alle mappe e alle indicazioni telematiche e satellitari. Risultano ancora problematiche, per quanto attiene alle esplorazioni apparentemente più facili e ovvie, come le esplorazioni di una grotta o di una cavità marina. Un passaggio offre molte considerazioni, a esempio può al contempo avere una direzione in avanti o indietro. Il passaggio è anche riferito al tempo: da un anno a quello nuovo, o al clima, con l’alternanza caldo / freddo. E ancora infinite possibili immaginazioni o costatazione che potete sbizzarrirvi al fare.

Ma la questione “core” è un’altra: è il senso profondo che le religioni danno al passaggio, e in particolar modo il cristianesimo, dove il riferimento è dalla morte alla resurrezione.

Da parte mia vorrei proporne un’altra, derivata dalla moderna fisica: una piccola modifica genetica può portare a una enorme differenza di manifestazione in una specie e quindi degli individui, pertanto il passaggio è un prima e un dopo, e rappresenta l’evoluzione. Sintetizzando, si potrebbe affermare che il passaggio è tra il creativismo e l’evoluzionismo ma anche il passaggio inverso. È, cioè, non confondere quello che Dio vuole da noi, con il come Dio ci ha rivelato essere creativi. Grazie al regalo del creativismo si può pertanto percorrere il “passaggio PASQUA” del cosmo intero verso una vita cosciente e pensante, la quale non annulla il sentimento e le emozioni ma crea le condizioni per svilupparle di continuo. A me è caro quanto disse Annibale “… o troveremo una strada o ne costruiremo una”.

L'autore

Romeo Pulsoni
Romeo Pulsoni (campomonticchio@gmail.com) è medico, esperto di fisica delle particelle, contadino, psicanalista, coofondatore nel 1988 con Giovanni Bollea di “ALVI” (Alberi per i vivi), e già docente a contratto dell’Università dell’Aquila. Nel 2009 è stato responsabile sanitario dei territori identificati come COM 1 (L’Aquila Città) e COM 4 (area tra Pianola e Celano) per l’emergenza sisma. Questa funzione, svolta per l’intero periodo emergenziale, comprendeva la gestione della Sanità pubblica, dell’Igiene pubblico e ambientale, dell’organizzazione dell’assistenza, della vigilanza e controllo delle attività commerciali e produttive. Per tale impegno è stato insignito della Medaglia d’argento per la Sanità pubblica dal Presidente della Repubblica.