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GIULIA NAPOLEONE, UN PUNTO DI ROSSO

GIULIA NAPOLEONE, UN PUNTO DI ROSSO
11 APRILE – 9 MAGGIO 2026
GALLERIA ARTESUCARTE
INAUGURAZIONE 11 APRILE ORE 18

L’ultimo appuntamento della stagione espositiva della galleria “Artesucarte” è dedicato all’opera di Giulia Napoleone. Già nel 2019 la Galleria presentò l’artista con una serie di 14 opere a pastello, di piccolo formato.
Per questa nuovo appuntamento, Napoleone ha creato 12 opere di medio e grande formato a pastello, contraddistinte dall’essere tutte di colore blu. Soltanto un’opera, a forma tonda, è di colore rosso. Da qui il titolo della mostra: Un punto di rosso. Tre libri d’artista manoscritti con le poesie di Alberto Bertoni, Osvaldo Coluccino e Marco Vitale arricchiscono la proposta espositiva. Altresì, il Laboratorio d’Arte Grafica di Modena, ispiratore dell’attività della Galleria, ha realizzato, per questa occasione, un’opera grafica dell’artista dal titolo “Mistero” un tondo, inscritto in un quadrato di grande formato, lavorato con la tecnica dell’acquatinta, stampato in 20 esclusivi esemplari su carta a mano.

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Uno sguardo di verità e di sogno di Paolo Tinti

 Punto e colore sono l’alfabeto e insieme la punteggiatura di una lingua unica, vibrante come   il tratto di bulino, di pastello, di penna e di pennello che Giulia Napoleone ha creato, pratica e sperimenta da lunghi anni. Interprete di labirinti celesti e terrestri, costruttrice di una geometria di colore ed equilibrio, la mano dell’artista, votata a una quasi monacale etica del lavoro, ha accompagnato chi segue il suo percorso in tempi e spazi dominati da quella che Sandro Parmiggiani ha chiamato «ossessione (…) per i segni e le linee». Proprio la prima – e sino ad oggi unica – mostra modenese alla galleria Arte su Carte del Laboratorio d’Arte Grafica di Modena, tenutasi nel maggio 2019, esponeva allo sguardo del visitatore venticinque pastelli ma anche due suoi magistrali punzoni e due maniere nere, affioranti da una trama di punti, di segni e di linee in forme rotonde, a spirale, oblique e angolari.
L’incontro di elementi grafici all’apparenza semplici con il potere del colore (il celeste, l’acquamarina e il blu amatissimi ma anche il rosso, in contrappunto al nero dell’inchiostro all’acquaforte) è la chiave che apre a risultati di armoniche composizioni, ottenute in prospettive e ritmi sempre nuovi e, allo stesso tempo, eterni. Ciò che Giulia Napoleone riporta su carte e tele ha il sapore di una ricerca interiore non narcisistica ma piena di stupore per le piccole, grandi cose conosciute nel mondo esteriore, vicino e lontano.
Giulia Napoleone va cercando infatti una risposta di ordine che non coincida con la pacificata soluzione al problema dell’esistenza umana, che lei attraversa con intensità di sentimenti, di ragioni e di passioni, ma che al contrario sappia delineare nuove costellazioni senza confine fra parola e immagine. Amica di grandi poeti, di stampatori ed editori, a partire da Vanni Scheiwiller, l’artista ha spesso intrapreso cammini fra linguaggi diversi dall’arte figurativa, che richiedono analoga disciplina: la poesia, la musica, la fotografia, il libro d’artista.
Fu il libro d’artista a offrire mirabili occasioni di approfondimento della feconda relazione       fra la parola e il suo più naturale corpo, la pagina del libro e la sua cartacea voce. Dopo la mostra alla Biblioteca Poletti di Modena che nel 2023 espose per la prima volta i libri d’artista, manoscritti o tipografici, realizzati da Giulia Napoleone sin dal 1976, non potevano mancare anche nella presente occasione tre manoscritti, consacrati a testi poetici, in due casi inediti. Tutti appartengono al formato più consueto scelto dall’artista, il comodo in quarto. Non solenne e accademico, come l’in folio, non portatile e raffinato, come l’in ottavo.
L’omaggio al poeta modenese Alberto Bertoni, che il 4 febbraio 2024, al finissage della citata mostra alla Poletti, intitolata Il corpo della parola, le fece dono dei versi ora mirabilmente vestiti dalla sua arte libraria, trova forma nel manoscritto di Quanta neve. Quattro tavole sciolte a inchiostro di china ritmano il paesaggio padano evocato dal poeta, sorpreso a fissare in parole il liquefarsi del manto nevoso e l’attimo in cui l’inverno o il suo silenzio «si fa di musiche bianco». Altri due manoscritti, per amici poeti del valore di Marco Vitale e di Osvaldo Coluccino, fedeli interpreti di molti libri d’artista di Giulia Napoleone, sono esposti qui per la prima volta, vergati appositamente per l’occasione. Marco Vitale dedica all’artista La strada delle gatte, correlativo di Giulia Napoleone, grande viaggiatrice che ama circondarsi e prendersi cura dei felini, anche senza vantarne alcun possesso. Un amore gratuito e sconfinato, un sentimento purissimo del cuore al quale il poeta, a chiusa dei versi chiede solo un «ringrazia», parola che conduce alle contrade di un paese molto simile a Carbognano nella Tuscia, dimora elettiva dell’artista. La lettura della poesia di Vitale genera quattro pastelli colorati, dominati dal blu. A Coluccino l’artista affida il compito di «riveder le stelle». La stella smarrita, La stella ritrovata e La stella postuma incarnano la poetica «sequenza di stelle, insieme spirale, vortice e labirinto», le quali dal cielo si duplicano e si riflettono sulla terra, per dirla ancora con Parmiggiani. Il trittico poetico ispira a Giulia Napoleone il disegno a pastello di altrettante, intense stellate, notturne e insieme illuminate dalle costellazioni e dai bagliori celesti di soli lontani, pianeti luminosi e altri asteroidi immersi nel pastello vibrante sull’antica superficie della carta Arches.
Accanto ai libri, Giulia Napoleone affida qui ai disegni a pastello l’ambizione, o meglio, la tensione al ricostruire quella perfezione formale che vuol essere la sintesi di un’anima inquieta e generosa, sfumata e intensa come le tonalità del suo mondo interiore. Sono opere, create tra il 2024 e il 2026, dove i confini spezzati, il potente e universale simbolo della croce, l’umile assottigliarsi di un filo di perle fragilissime, il rettangolo incerto e sinuoso, il moto circolare di una chiocciola stellare, avvolti nel blu notturno dei suoi cieli cosmici, creano Silenzi, come il titolo recita, di pura emozione visiva.
Giulia Napoleone sa quanto sono preziosi lo spazio e il tempo della contemplazione, sempre più rara nel vorticoso ritmo delle comuni esistenze.
I pastelli orizzontali dove si incontrano Sguardi incrociati, fra il biancore della carta e le campiture di blu, colore di cieli o di mari, profili di colline innevate o squarci di verità profondissime, amplificano quei Silenzi e materializzano un’attesa concentrata e vigile, un guardare appartati che in fondo è l’atteggiamento dell’artista, quando scruta la realtà o immagina ciò che vi sta oltre. Sempre in asse con l’orizzonte sono anche i due pastelli intitolati Sopra la collina, dove ritornano quegli Sguardi incrociati e dove compaiono le stelle a illuminare la volta celeste.
Il tremolare della marina e l’ombreggiare delle fronde sono da tempo fenomeni osservati nelle lunghe passeggiate a bordo dell’acqua di laghi, di fiumi o del mare oppure sotto alle chiome degli alberi dove Giulia Napoleone trascorre ore, a scoprire i minuti dettagli delle cose e a innamorarsene. La sua matita ha imparato a rendere quel mutevole alternarsi di riflesso e colore che non mira a ricavare una forma stabile ma piuttosto a evocare la fuggevole impressione di un attimo. Così i Segni di acqua e i Segni di ombra, tracciati per questa mostra, esprimono nella cromia del blu la precarietà e l’angoscia che l’umanità prova davanti all’inarrestabile corso di ogni cosa, e della vita anzitutto. «Una forma che è viva e perciò imperfetta, come vivo e imperfetto è il pensiero di chi non teme l’errore e perciò rifugge l’ovvio e il già noto», come ha scritto Stefania Zuliani.
E perché ciò che è vivo, sempre è capace di sorprendere, dopo le opere dominate dagli azzurri e dai celesti, è il colore rosso a rubare la scena e a costituire il punto di attrazione della mostra, che dal colore prende il titolo. Il rosso caratterizza l’opera cardine sulle pareti della galleria, colpisce come un forte, anzi come un fortissimo musicale. È il Bozzetto 6, disegnato a pastelli su carta Lafranca a catturare l’attenzione. Un punto a cerchi concentrici, ricavati dalla consueta catena luminosa di piccole sfere bianche. L’asse, spostato dal centro, drammatizza la composizione    e le dona equilibrio e insieme movimento. L’espressione è amplificata dal confine incerto del pastello che rifiuta la linea definita e traccia uno spazio circolare indefinito.
La forma perfetta del cerchio rosso è ripresa nella più grande incisione in mostra, Mistero. La maestra del bulino e la virtuosa artigianalità della stampa si incontrano in una lastra che sfiora il metro di diametro, tirata all’acquatinta. Ancora una volta è il colore blu a prendere tutta la scena, che rende presente un pianeta familiare che nell’occhio di chi osserva unisce l’acqua e il cielo, la luce e l’oscurità, la realtà e l’immaginazione. Vengono alla mente i versi di uno dei più struggenti componimenti cantati alla volta celeste, il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Leopardi:

Che fa l’aria infinita, e quel profondo infinito seren? Che vuol dir questa solitudine immensa? Ed io che sono?

A chi si arresta davanti all’opera di Giulia Napoleone ritorna la profondità del suo sguardo sul reale, uno sguardo coraggioso, di verità e di sogno.

 

Nota bibliografica

Osvaldo Coluccino, Quelle volte spontanee, nota critica di Giuliano Gramigna, disegno di Nicoletta Sauro, Verona, Anterem, 1996. Bruno Corà, Giulia Napoleone. La meditazione ininterrotta dei segni, in Bruno Corà (a cura di), Giulia Napoleone. Nero di china, catalogo della mostra, Firenze, Galleria Il Ponte. Pistoia, Gli Ori, 2020, pp. 17-21.

Giulia Napoleone, A Vanni, in per Vanni Scheiwiller, Milano, Libri Scheiwiller, 2000.

Sandro Parmiggiani, L’infinito che ci circonda e ci abita, in Segni nel tempo. Giulia Napoleone, presentazione di Sandro Parmiggiani, Modena, Roberto Gatti Editore, 2019, pp. 5-7.

Antonella Renzitti (a cura di), Giulia Napoleone. Dialoghi, catalogo della mostra, Roma, Istituto Centrale per la Grafica Museo Dell’Istituto. Pistoia, Gli Ori, 2017.

Maria Gioia Tavoni, In viaggio nelle profondità di un’artista. Maria Gioia Tavoni dialoga con Giulia Napoleone, 15.11.2018, <https://www.insulaeuropea.eu>.

Paolo Tinti (a cura di), In forma di libro. I libri di Giulia Napoleone, Modena, Biblioteca Poletti, 2023.

Stefania Zuliani, Giulia Napoleone. Un segno dopo l’altro, in Giulia Napoleone. Realtà in equilibrio, a cura di Giuseppe Appella, Roma, La Galleria nazionale, 2019, pp. 15-19.

(courtesy Galleria il Ponte)

 

GALLERIA ARTE SU CARTE
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T.059390354 – 3472996290

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Insula europea
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