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FIL ROUGE

FIL ROUGE
a cura di Antonello Tolve

Centrul Internațional de Artă Contemporană
Baia Turcească Iași

opening | 13 maggio 2026, ore 17.00

La Fundaƫia Culturala Intact di Cluj-Napoca, in collaborazione con il Tomav Experience di Ancona (media partner) è lieta di annunciare la collettiva Fil Rouge, che si terrà al Centrul Internațional de Artă Contemporană | Baia Turcească din Iași dal 13 al 24 maggio 2026, nell’ambito del VI. Romanian Creative Week.

Inserita nell’ambito del più grande evento dedicato alle industrie creative nell’Unione Europea giunto alla sua VI edizione, Fil Rouge è un momento di riflessione sull’idea di connessione, di contatto, di inevitabile relazione e correlazione che mira a trasformare l’opera in tassello d’un più ampio mosaico, in epistruttura di un sistema linguistico che intreccia artisti di due paesi collegati tra loro dalla linea sottile di una interculturalità fatta di dialogo, di confronto, di scambio reciproco.

Unite da un comune denominatore cromatico la cui catena emotiva simboleggia l’importanza della comunità e delle relazioni umane, le opere di Delia Avram, Enrico Baj, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Cornel Brudascu, Andrei Budescu, Licia Galizia, Renato Guttuso, Emilio Isgrò, Daria Langa, Pierpaolo Lista, Adriana Lucaciu, Oana Mureșan, Deborah Napolitano, Cristian Opriș, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Florin Ştefan e Francesca Tilio dialogano infatti tra loro per raccontare storie di connessioni invisibili (il colore non è assunto come semplice tema iconografico, ma come dispositivo concettuale capace di generare relazioni e reazioni) che uniscono persone e luoghi diversi per far emergere, tra tradizione e innovazione, le vite personali e collettive che animano un’identità versatile, aperta sempre all’aperto di esperienze che cambiano sotto la spinta di una conoscenza che è prima di tutto coscienza.

FIL ROUGE, di Antonello Tolve

Legata a un colore primario il cui calore rappresenta energia, potere, amore, forza, fortuna o anche passione e intensa sessualità, Fil Rouge è un momento di riflessione sull’idea di connessione, di contatto, di inevitabile relazione e correlazione che mira a trasformare l’opera in tassello d’un più ampio mosaico, in epistruttura di un sistema linguistico che intreccia artisti di due paesi collegati tra loro dalla linea sottile di una interculturalità fatta di dialogo, di confronto, di scambio reciproco. Unite da un comune denominatore cromatico la cui catena emotiva simboleggia l’importanza della comunità e delle relazioni umane, le opere dialogano infatti tra loro per raccontare storie di connessioni invisibili (il colore non è assunto come semplice tema iconografico, ma come dispositivo concettuale capace di generare relazioni e reazioni) che uniscono persone e luoghi diversi per far emergere, tra tradizione e innovazione, le vite personali e collettive che animano un’identità versatile, aperta sempre all’aperto di esperienze che cambiano sotto la spinta di una conoscenza che è prima di tutto coscienza. Fil Rouge è apparecchio incorporeo che mediante opere diverse tra loro porta a riflettere su una rete di connessioni segnata da un’allusione cromatica il cui ruolo è metafora di un mondo in cui esiste sempre un legame che unisce. Se il rosso che appare in quasi tutti i lavori che disegnano questa esposizione (laddove il rosso è volutamente mancante l’opera ha una carica di verde che rimanda inevitabilmente al suo complementare) si presenta come un battito costante, come un filo invisibile che lega materiali e sguardi sotto il segno di espressioni che ora lo riportano nella sua densità e profondità, ora nella sua accesa luminosità, ora ancora nel suo essere tensione sospesa o desiderio di desiderare le cose desiderate, il filo metaforico che ne scaturisce porta il pubblico a lasciarsi guidare da una presenza intensa, a seguirne le metamorfosi, le sfumature e le morbidezze. Nel suo essere interpretato come un colore che non offre risposte definitive, ma che apre domande per stimolare la memoria e accendere l’immaginazione, in questa mostra il rosso diventa esperienza, emozione condivisa, traccia indelebile che accompagna lo sguardo anche oltre lo spazio espositivo. Partendo da un’antichissima leggenda popolare d’origini cinesi – databile nel periodo della dinastia Tang (tra il 618 e il 907 dC), poi ampiamente diffusa in tutta l’asia orientale – che racconta d’un indistruttibile filo rosso del destino (運命の赤い糸), d’una linea rossa (紅线) che collega appunto due persone e che in una simile valenza si percepisce anche in quella teoria delle fiamme gemelle introdotta da Ibn Hazm nel طوق الحمامة (Collare della colomba) del 1022, a cui si collegano poi il trattatello De Amore di Andrea Cappellano (XII secolo, a sua volta legato all’Ars Amandi di Ovidio) e Die Wahlverwandtschaften (1809) in cui Goethe registra anche la pratica, da parte della marina britannica, di inserire un red thread nel sartiame della propria flotta reale come simbolo identificativo, Fil Rouge si presenta come un dispositivo concettuale capace di attraversare linguaggi, epoche e pratiche diverse, con l’idea di diventare spazio di relazione e di frizione, campo di forze in cui si intrecciano percezione e memoria, esperienza individuale e immaginario collettivo. Inteso come strumento critico e sensibile, capace di attivare uno sguardo consapevole, di interrogare il nostro rapporto con le immagini e con il mondo che esse riflettono, il Fil Rouge di questa esposizione (elemento di continuità che non implica linearità, ma piuttosto un sistema di connessioni mobili) è una zona di tensione tra visibile e simbolico, tra materia e significato, tra pensieri e intervalli intermittenti. Assumendo di volta in volta valori poetici, politici, emotivi, rituali o corporei, il rosso del Fil Rouge smette di essere semplice dimensione cromatica per farsi assidua presenza, per mostrare il suo campo semantico complesso e per disegnare un luogo libero della mente a cui non si impongono letture univoche, ma anzi si prospettano varchi di chiarificazione personale (passionale, pulsionale), lasciando alla fin dei conti che sia lo spettatore – chiamato a costruire autonomamente il proprio percorso interpretativo – a completare il senso di un segno o di un gesto che si intreccia, si annoda, talvolta, piacevolmente, si spezza.

Fil Rouge
a cura di antonello Tolve

opere di: Delia Avram, Enrico Baj, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Cornel Brudascu, Andrei Budescu, Licia Galizia, Renato Guttuso, Emilio Isgrò, Daria Langa, Pierpaolo Lista, Adriana Lucaciu, Oana Mureșan, Deborah Napolitano, Cristian Opriș, Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Florin Ştefan, Francesca Tilio.

Centrul Internațional de Artă Contemporană – Baia Turcească Iași
Strada Mitropoliei 18, 700259 Iași, Romania | +40 374 661 655

INFO | https://romaniancreativeweek.ro / – contact@romaniancreativeweek.ro

 

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Insula europea
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