Chiunque guardi al mondo dei videogiochi, anche accostandosene da profano, noterà immediatamente l’incredibile (e longeva) presenza di temi danteschi all’interno del panorama videoludico nazionale e internazionale: il primo Dante’s Inferno, infatti, realizzato da Denton Designs, per Commodore 64 risale addirittura al 1986: in definitiva, già agli albori della produzione di videogiochi, l’inferno dantesco sembra affascinare… Continua a leggere Salvare la “principessa” nei videogiochi: Dante vs. Renzo Tramaglino
Categoria: In primo piano
Sapore e memoria
Ceci n’est pas une autobiographie: questa non è un’autobiografia. Antonietta Di Vito lo dichiara in epigrafe, parafrasando la celebre opera di René Magritte. Il tradimento delle immagini è così chiamato a evocare gli inciampi della parola, il rapporto – mai lineare – tra rimembranza e sublimazione. Non che l’autrice manchi di costeggiare le zone limitrofe… Continua a leggere Sapore e memoria
Leggere al Sud, un diritto negato
Il diritto alla lettura, quale strumento di accesso al sapere e alla partecipazione culturale, nelle regioni del Mezzogiorno sembra essere strutturalmente un diritto negato, come dimostrano le impietose statistiche periodicamente pubblicate dall’Istat e altri istituti di ricerca. Secondo le ultime rilevazioni (che si riferiscono al 2020) in Italia chi legge almeno un libro all’anno “per… Continua a leggere Leggere al Sud, un diritto negato
“Una donna, che parla di calcio, smette di esistere l’attimo stesso in cui lo fa”. Riflessioni eretiche sul calcio femminile
Chissà se quando avrò finito di scrivere queste brevi righe, di me resterà solo un mucchio di vestiti e una sedia vuota. Se invece scomparirò, come se non fossi mai esistita. O tornerò a uno stadio meno evoluto dell’homo sapiens. Vi starete chiedendo come mai questi dubbi. Rileggete la citazione presente nel titolo di questo… Continua a leggere “Una donna, che parla di calcio, smette di esistere l’attimo stesso in cui lo fa”. Riflessioni eretiche sul calcio femminile
«…e la poesia no l’è in gnessuna lengua». Zanzotto e la pantera profumata
«…e la poesia no l’è in gnessuna lengua / in gnessun logo - fursi». Così, in Filò (1976), Andrea Zanzotto dichiara l’imprendibilità della lingua poetica. Poi, subito dopo, in Il Galateo in Bosco (1978), quell’invenzione dialettale, deissi della negazione, riemerge dalle nebbie dell’oblio: «Ed è così che ti senti nessunluogo, gnessulógo (avverbio) / mentre senza… Continua a leggere «…e la poesia no l’è in gnessuna lengua». Zanzotto e la pantera profumata
