Christina Linardaki si è laureata presso la Facoltà di Lettere in inglese presso l’Università Capodistriaca di Atene e ha studiato traduzione e interpretariato presso l’Università di Manchester – Institute of Science and Technology nel Regno Unito. È inoltre titolare di un Master in Comunicazione conseguito presso l’Università Aperta dell’isola di Cipro Ha pubblicato sei libri di traduzioni di racconti e poesie e ha partecipato con suoi saggi a volumi collettivi. Nel gennaio del 2024 ha pubblicato la raccolta poesie ΣΚΠ . (Enantia). È inoltre ideatrice e caporedattrice del sito letterario stigmalogou.gr.
Christina Linardaki è una poetessa greca che ha fatto della parola un gesto di verità, resistenza e apertura. Nata e cresciuta ad Atene, la sua scrittura si radica nella tradizione culturale e spirituale del Mediterraneo, ma si espande oltre ogni confine, linguistico o geografico, per farsi dialogo universale. La sua poesia è essenziale, precisa, limpida. È fatta di silenzi, sospensioni, risonanze interiori, e al tempo stesso di una presenza piena, consapevole, attiva nel mondo.
Linardaki coltiva un tipo di poesia che nasce dall’osservazione attenta della realtà e da una forte tensione etica. Non si rifugia mai nell’estetismo, né nella facile emozione. Le sue parole sono scelte con cura, come se ogni poesia fosse un piccolo tempio da costruire, pietra dopo pietra, respiro dopo respiro. Il risultato è una voce intensa, che non ha bisogno di gridare per farsi sentire: la sua forza risiede nella sincerità e nella precisione con cui nomina l’invisibile.
Nelle sue raccolte precedenti – Χρονικό της Άνοιξης (Cronaca di primavera), Γραμμένο στο νερό (Scritto sull’acqua) e Σημεία ανάγνωσης (Segni di lettura) – Linardaki ha esplorato le soglie tra l’interno e l’esterno, tra la fragilità dell’essere e la tenacia della memoria, tra il corpo e il paesaggio, tra il tempo e la parola. In ogni componimento si avverte una tensione verso la luce, un bisogno di chiarezza, ma anche l’accettazione del mistero.
Questa ricerca trova una svolta profonda nell’ultima raccolta, ΣΚΠ (2024), il cui titolo rimanda all’acronimo greco σκλήρυνση κατά πλάκας, ovvero la sclerosi multipla. Qui, Linardaki affronta in modo diretto e coraggioso la malattia, ma lo fa con una scrittura che non cede mai al pietismo o alla chiusura. Al contrario, ΣΚΠ è un libro luminoso, che mette a nudo l’esperienza del limite, del corpo che cambia, della lotta quotidiana per mantenere la parola viva. La poesia diventa qui atto di resistenza, gesto di lucidità e amore per la vita.
In queste pagine, l’autrice ci offre una testimonianza toccante e precisa: la poesia come modo per rimanere in piedi “nel vento”, come scrive in uno dei testi più emblematici della raccolta. Il corpo può vacillare, ma la voce resta. E diventa più chiara, più necessaria, più vera.
Linardaki non cerca spiegazioni. Cerca ascolto. Le sue poesie non consolano, ma aprono uno spazio: uno spazio in cui la parola è fragile e forte insieme, come la vita stessa. In un tempo dominato dalla fretta e dalla superficie, la sua scrittura ci invita al rallentamento, all’attenzione, alla cura.
Attiva anche in ambito interculturale, Christina Linardaki ha partecipato a progetti poetici che promuovono la creatività poetica in varie forme. Le sue opere sono state tradotte e pubblicate in diverse lingue, segno della risonanza universale della sua voce.
Con una scrittura che si fa luogo di incontro e riflessione, Christina Linardaki rappresenta oggi una delle voci più autentiche e necessarie della poesia contemporanea mediterranea. La sua opera ci insegna che la poesia non è evasione, ma immersione. Non è ornamento, ma fondamento. Non è illusione, ma un modo per dire ciò che altrimenti resterebbe inascoltato.
ΟΥΛΕΣ
Το τι μας βρίσκει δεν είναι κάτι που επιλέγουμε. Είναι κάτι που υπομένουμε στωικά.
CICATRICI
Quello che ci accade non è qualcosa che scegliamo.
È qualcosa che sopportiamo con stoicismo.
Πτώση βλεφάρου
Σε κάποιο πάρτι ή άλλη μάζωξη/ το πρόσεξε ο Παναγιώτης
το ένα μάτι ήταν πιο κλειστό/ το βλέφαρο πεσμένο
Ο οφθαλμίατρος με παρέπεμψε στον νευρολόγο
κι ο νευρολόγος με κοίταξε ανήσυχος
Palpebra cadente
A una festa, o forse a un’altra riunione,
Panagiotis se ne accorse:
un occhio era più chiuso,
la palpebra abbassata.
L’oculista mi mandò dal neurologo,
e il neurologo mi guardò, preoccupato.
Così cominciò tutto.
ΠΛΗΓΕΣ
FERITE
ΙΟ
Con tutto
quello che ho passato
si direbbe
che mi sarei comportata bene
con me stessa,
che mi sarei presa cura di me,
che mi avrei protetta.
Ma io vedo che
mi spingo agli estremi,
mi nego riposo e sonno,
mi condanno alla solitudine,
mi riempio di tristezza.
Non mi ho mai ringraziato
per ciò che sono diventata, per ciò che sono.
E così mi guardo sempre con occhi velati,
in silenzio,
come una bambina piccola
diventata orfana.
L'autore
- Giorgia Karvunaki è nata in Grecia, a Creta, a Canea. Ha studiato in Italia Lingua e cultura italiana per stranieri, Scienze Politiche - Indirizzo Internazionale, Insegnamento dell'italiano come LS, Sceneggiatura e in Grecia Traduzione - Traduttologia. È membro associato e National Convener per la Grecia dal 2007 della Commissione internazionale per la storia delle istituzioni rappresentative e parlamentari (ICHRPI), Rappresentante accreditata del Nosside, Premio Internazionale di Poesia (Unesco) e Membro dell'International Theatre Institute (ITI). Vive ad Atene dove lavora come insegnate, traduttrice, promotrice culturale e ricercatrice storica. Le sue traduzioni, le sue interviste e i suoi articoli, sono stati pubblicati in riviste cartacee ed elettroniche in Grecia, in Italia e in Romania. Le sue traduzioni di opere teatrali sono state messe in scena in Grecia e in Italia. Nel 2018 è stata premiata dall'Istituto Italiano di cultura di Atene con il ‘Premio Luigi Pirandello’.
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