Vai al contenuto
Insula europea

Insula europea

  • Chi siamo
  • Interviste
    • Conversando con
    • A proposito di…
    • Confessioni letterarie
  • Letture
    • Interventi
    • Vetrina
    • La scoperta
  • Libri
    • Libro d’artista
    • Libro futuro
  • L’Italiano
    • Scrivere nelle varie lingue d’Italia
    • L’Italiano fuori d’Italia
    • L’italiano dei nuovi italiani
    • L’arte del tradurre
    • L’italiano degli italiani
  • Memorie d’oltreoceano
  • Avvenimenti
  • Biblioteca
  • Dossier
    • Festival europeo di poesia ambientale
    • Il fondo Schott alla Biblioteca Augusta di Perugia
    • Green drop award a Perugia 2017
    • Premio letterario Insula europea
    • Vanni Scheiwiller editore europeo
  • Autori
Dove affondano le immagini. Le «Radici» del Premio Rotonda
avvenimenti · In primo piano

Dove affondano le immagini. Le «Radici» del Premio Rotonda

2 Settembre 2026 Gabriele Fabrizi

La pubblicazione del catalogo del Premio Rotonda Livorno 2025 si configura come un intervento editoriale interessante e, soprattutto, come un elemento di significativa novità nel contesto recente della manifestazione. Dopo alcune edizioni promosse dalla Fondazione Trossi Uberti nelle quali il catalogo non era stato realizzato, il ritorno a questo strumento assume un valore non secondario, restituendo al Premio una dimensione documentaria e critica che contribuisce a consolidarne la memoria e la leggibilità nel tempo. Inserito nel solco di una tradizione ormai consolidata (nel 2025 il premio ha festeggiato il suo 72° anniversario), il Premio Rotonda — storicamente legato alla città di Livorno e alla sua vocazione pittorica — continua a rappresentare un osservatorio significativo per la rilevazione di tendenze, linguaggi e tensioni che attraversano la produzione artistica contemporanea, soprattutto in ambito nazionale e locale.

Il catalogo del 2025, in particolare, si distingue per una costruzione editoriale equilibrata e consapevole, capace di coniugare l’apparato documentario con una riflessione critica non meramente descrittiva. L’organizzazione dei materiali segue una logica che alterna sezioni introduttive di inquadramento storico-artistico a schede dedicate agli artisti partecipanti, offrendo così al lettore una duplice prospettiva: da un lato, quella sistematica e contestualizzante; dall’altro, quella più analitica e ravvicinata sulle singole opere. Uno degli aspetti più convincenti del volume risiede nella sua capacità di restituire la pluralità dei linguaggi presenti in mostra. La pittura — medium storicamente centrale per il Premio — continua a occupare una posizione dominante, ma viene affiancata da sperimentazioni che spaziano verso esiti materici, informali e talora installativi. Dal punto di vista interculturale, il Premio Under 35 (vinto da Roberto Lorenzon con l’installazione Visione onirica della vite maritata all’olmo) è stato dedicato alla memoria di Giovanni Fattori, in occasione del bicentenario della nascita. L’iniziativa venne inserita nel più ampio programma di eventi promossi a Livorno — tra incontri, convegni e iniziative culturali — che si svolgevano parallelamente alla grande mostra allestita presso il Museo Civico Giovanni Fattori, nella sede di Villa Mimbelli, dove erano esposte oltre 200 opere dell’artista proprio per celebrare l’anniversario.

Dal punto di vista critico, il catalogo evita il rischio di limitarsi a una funzione meramente celebrativa. Le introduzioni e i testi di accompagnamento mostrano infatti una certa attenzione nel delineare le coordinate entro cui si muovono gli artisti selezionati, evidenziando non soltanto le qualità tecniche delle opere, ma anche le problematiche espressive e le implicazioni teoriche sottese ai diversi percorsi individuali. Particolarmente significativa è la relazione che il catalogo istituisce con il contesto livornese. La città, con la sua tradizione artistica che affonda le radici nell’esperienza dei macchiaioli e nelle successive declinazioni novecentesche (un esempio fra tutti l’eaismo), non viene evocata in chiave nostalgica, ma come matrice viva, capace di dialogare con le ricerche contemporanee.

Un ulteriore elemento che merita di essere sottolineato riguarda la scelta — o forse la mancata possibilità — di non procedere a una pubblicazione cartacea del catalogo. Più che una vera e propria criticità strutturale, si tratta di un’occasione persa. La realizzazione di un’edizione a stampa avrebbe infatti consentito di restituire al progetto una dimensione tangibile e collezionabile, in linea con la tradizione dei cataloghi d’arte, pensati non solo come strumenti documentari, ma anche come oggetti culturali destinati a una fruizione duratura nel tempo, oltre a conferire lustro ed importanza artistica non solo al premio in se, ma anche agli artisti in esso presenti. La possibilità di disporre di un supporto fisico avrebbe rafforzato il legame tra l’esperienza espositiva e la sua memoria, offrendo al pubblico e agli studiosi uno strumento stabile di consultazione, capace di inserirsi anche in circuiti bibliografici e collezionistici più ampi.

D’altro canto, la disponibilità gratuita del PDF sul sito ufficiale della Fondazione consente una diffusione ampia dei contenuti, permettendo a un pubblico più vasto di accedere al materiale senza barriere economiche o logistiche. Tale soluzione, pur non sostituendo pienamente il valore simbolico e materiale del libro a stampa, contribuisce comunque a colmare — almeno in parte — questa mancanza, garantendo al contempo visibilità e fruibilità al progetto. Sul piano editoriale, il volume presenta una buona qualità complessiva: l’apparato iconografico risulta adeguato, con riproduzioni generalmente fedeli, mentre le schede degli artisti offrono informazioni essenziali ma sufficienti a orientare la lettura. Si potrebbe forse auspicare, in alcune sezioni, un maggiore approfondimento critico — soprattutto per quanto riguarda i percorsi più complessi o meno immediatamente leggibili (come nel caso dell’opera vincitrice del 1° Premio assoluto, Come quiete desiderio di Valentina Morini, dove la costruzione dell’immagine — sospesa tra riconoscibilità e dissolvenza formale — richiede allo spettatore un tempo di decifrazione più lungo e una partecipazione interpretativa attiva) — ma tutto ciò non compromette la solidità dell’impianto generale. Nel complesso, il catalogo del Premio Rotonda Livorno 2025 si impone come uno strumento abbastanza solido, capace di documentare con chiarezza una realtà artistica articolata e in continua evoluzione. Il volume assolve pienamente alla sua funzione: non solo testimoniare un evento, ma contribuire alla sua elaborazione critica e alla sua trasmissione.

L'autore

Gabriele Fabrizi
Gabriele Fabrizi (Livorno, 1999) si è laureato con lode in Italianistica presso l’Università di Pisa con una tesi in Letteratura italiana dal titolo «Una funicolare dove porta, amici nella notte». Commento alle Stanze della funicolare di Giorgio Caproni (relatrice Ida Campeggiani). In precedenza, ha conseguito la laurea triennale in Lettere moderne presso il medesimo Ateneo con una tesi dedicata a ricreare una Breve storia del turismo balneare a Livorno (relatore Paolo Macchia). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla letteratura italiana del Novecento, con particolare attenzione all’opera di Giorgio Caproni, alla poesia contemporanea e alla filologia d’autore. È collaboratore dell’ISTORECO (Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea) di Livorno, dove si occupa di ricerche e attività legate alla storia culturale e letteraria livornese. Intende proseguire il proprio percorso di ricerca in ambito italianistico con un progetto di dottorato dedicato all’opera di Caproni.
Ultimi articoli
  • In primo piano30 Settembre 2026Emilio Agostini, la voce di Sassetta tra memoria, Maremma e libertà
  • In primo piano27 Settembre 2026Renzo Barsacchi: la poesia come dialogo inquieto con Dio
  • In primo piano22 Settembre 2026La luce e l’ombra di Raffaello Gambogi
  • In primo piano14 Settembre 2026Ettore Borzacchini, Giorgio Marchetti e l’invenzione della lingua livornese

Condividi

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Altro
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook

Condividi

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
  • Altro
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
arte contemporanea catalogo Livorno Premio Rotonda

Navigazione articoli

Articolo precedente Leggendo Eufemia Attanasi
Articolo successivo Quando il bisogno di credere diventa uno specchio del presente

Cerca nel sito

Privacy e cookie: questo sito utilizza i cookie. Continuando a utilizzare questo sito web, acconsenti al loro utilizzo.

Per ulteriori informazioni, anche sul controllo dei cookie, leggi qui: Informativa sui cookie
Orgogliosamente fornito da WordPress · Tema: Button 2 di Automattic.

© Insula Europea. Rivista culturale no-profit. Iconografie, locandine film e foto web sono riprodotte a bassa risoluzione ai sensi dell'Art. 70 L. 633/41 e della Dir. UE 2019/790. Leggi le [Note Legali, Policy Copyright e Utilizzo Non Commerciale ai fini di Critica, Recensione e Divulgazione Scientifico-Didattica (Dir. UE 2019/790)].

Caricamento commenti...